Parigi – 15.07.2026: secondo quanto dichiarato dal ministro della Giustizia Gérald Darmanin, la giustizia francese ha censito 85.047 denunce e procedimenti per violenza sessuale contro minori in tutto il Paese. Quasi 1.000 casi sono stati identificati come particolarmente prioritari, ha dichiarato il ministro durante l’interrogazione al governo all’Assemblea nazionale. Il censimento dovrebbe garantire che le segnalazioni particolarmente gravi o rimaste a lungo senza esame siano sottoposte senza indugio a verifica penale.
Secondo i dati forniti dal ministro, dal 8 giugno sono stati riesaminati 69.626 procedimenti penali noti alle procure. Parallelamente, i servizi investigativi avrebbero individuato oltre 15.000 ulteriori denunce. La differenza tra i fascicoli inizialmente noti e il nuovo totale evidenzia la difficoltà di censire integralmente i procedimenti tra polizia, gendarmeria, procure e tribunali e di ordinarli in base al loro livello di pericolosità.
La vicenda è collegata al caso Lyhanna nel dipartimento del Gers. Dopo la scomparsa e la morte della bambina, era emerso che contro un sospettato erano state mosse in precedenza accuse di violenza sessuale su minori. All’inizio di giugno, Darmanin aveva quindi ordinato ai procuratori generali di riesaminare entro metà luglio tutte le denunce ancora pendenti o non definitivamente trattate che riguardassero minori.
Il numero ora presentato è superiore ai circa 70.000 fascicoli di cui si parlava all’inizio della verifica. Non descrive il numero di reati accertati o di autori condannati, bensì l’ampiezza delle denunce e dei procedimenti rinvenuti presso la giustizia e le autorità investigative. Il rilievo politico riguarda quindi soprattutto la questione se le autorità giudiziarie possano individuare prima i rischi per i bambini, definire con maggiore chiarezza le competenze e condurre le indagini senza ritardi evitabili.
I fascicoli classificati come prioritari dovranno ricevere particolare attenzione. Secondo la logica dell’ordine impartito, dovrebbero includere procedimenti nei quali sussistono un pericolo persistente per i minori, elementi concreti di sospetto nei confronti di persone note o gravi carenze investigative. Nella sua dichiarazione, il ministro non ha fornito ulteriori dettagli sui singoli casi, sulla loro qualificazione giuridica o sui possibili passi successivi.
Il censimento aumenta al contempo la pressione su una giustizia le cui capacità operative sono da anni gravate da un elevato numero di complessi reati violenti. Il nuovo esame potrà produrre effetti duraturi soltanto se porterà a misure investigative concrete, a una migliore cooperazione tra gli organismi coinvolti e a un’informazione affidabile delle persone interessate. Per il governo, l’attuazione diventa così un banco di prova della politica annunciata di maggiore protezione dei minori.
Fonti
- Franceinfo
- Assemblée nationale
- Ministère de la Justice
- Le Monde