Parigi – 23.07.2026: la ministra francese dell’Ambiente Monique Barbut resta in carica dopo aver annunciato le dimissioni mercoledi. Dopo un colloquio con il presidente Emmanuel Macron, ha dichiarato che continuera a svolgere il suo incarico finche avra la garanzia di poter agire politicamente. La decisione pone per il momento fine a una crisi di governo aperta, ma lascia irrisolto il conflitto di fondo sulla politica agricola.
Il motivo scatenante e stata l’approvazione definitiva da parte del Parlamento, martedi 21 luglio, di una legge sugli aiuti urgenti all’agricoltura. La legge apre alla possibilita di reimpiegare, a condizioni rigorose, le sostanze attive acetamiprid e flupyradifurone, finora vietate in Francia. Sulle autorizzazioni eccezionali dovra decidere l’autorita nazionale per la sicurezza alimentare, l’ambiente e la salute sul lavoro.
Barbut si era opposta alla norma e aveva criticato in particolare il metodo parlamentare. Secondo la sua ricostruzione, le era stato assicurato che si sarebbe discusso della soppressione della disposizione sui pesticidi. Il governo avrebbe poi impedito tale dibattito. L’acetamiprid e vietato in Francia dal 2018; da anni le sostanze attive sono al centro di controversie scientifiche e politiche per i possibili effetti sugli impollinatori e su altri ambiti ambientali.
Il governo giustifica l’apertura con la difficile situazione di alcuni comparti agricoli. In base alle disposizioni finora note, sono interessati in particolare la coltivazione della barbabietola da zucchero e alcuni settori della frutticoltura e della coltivazione di frutta a guscio. La deroga non costituisce quindi un’autorizzazione generale all’uso di questi prodotti. Ciononostante, per le associazioni ambientaliste e per una parte del mondo scientifico rappresenta il simbolo di uno spostamento delle priorita politiche a favore di interessi produttivi di breve periodo.
Macron non ha accettato l’offerta di dimissioni di Barbut. Dopo il Consiglio dei ministri, la portavoce del governo Maud Bregeon ha dichiarato che il presidente e la ministra hanno constatato la loro diversa valutazione della legge, ma che Barbut continua a godere del sostegno del capo dello Stato e del primo ministro Sebastien Lecornu. Cosi, il Palazzo dell’Eliseo preserva per il momento la coesione di un gabinetto che ha ripetutamente subito notevoli pressioni sulle questioni ambientali e agricole.
Per Barbut, la permanenza e legata a condizioni politiche. Ha fatto riferimento agli impegni di Macron su diversi progetti ambientali che considera prioritari, senza precisare pubblicamente tutti gli accordi. La sua posizione dipende quindi ora meno dall’appartenenza formale al governo che dalla questione se tali impegni si tradurranno in decisioni concrete su clima, biodiversita e salute ambientale.
La vicenda evidenzia un conflitto istituzionale di obiettivi nella politica francese: il governo deve rispondere alle preoccupazioni economiche delle aziende agricole e, al contempo, rappresentare in modo credibile gli standard ambientali nazionali ed europei. La permanenza di Barbut evita una rottura personale immediata. Tuttavia, rinvia alle prossime decisioni del governo il confronto sui limiti delle deroghe nella politica agricola.
Fonti
- Franceinfo
- Agence France-Presse
- Associated Press
- Governo francese