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Nachrichten.fr · July 12, 2026

La rappresentanza dei corridori CPA chiede nuovi orari di partenza al Tour de France a causa del caldo

Ussel – 12.07.2026: Il caldo ha trasformato definitivamente il Tour de France in Correze in una prova di resistenza. Dopo la nona tappa tra Malemort e Ussel, accorciata a causa delle temperature estreme, la rappresentanza dei corridori CPA chiede di rivalutare gli orari delle prossime tappe. Al centro vi e’ una domanda semplice, ma dalle conseguenze di vasta portata per l’intero svolgimento della corsa: quando un plotone puo’ ancora partire in sicurezza in piena estate e sostenere prestazioni per molte ore?

Gli organizzatori hanno accorciato di circa 30 chilometri la tappa originariamente lunga 185,5 chilometri fino a Ussel. Il percorso ufficiale ha comunque condotto i corridori su un profilo impegnativo con diverse salite. Per i professionisti il calcolo resta brutale: temperatura elevata, intensa esposizione al sole, asfalto rovente e un ritmo di gara nel quale ogni metro perso per raggiungere borracce, ghiaccio o ombra puo’ costare caro.

L’associazione Cyclistes Professionnels Associes chiede ora che vengano seriamente esaminati orari di partenza piu’ anticipati o altre fasce orarie. Inoltre, la CPA si batte per limiti di tempo piu’ generosi. Questo tempo massimo stabilisce quanto possano restare indietro rispetto al vincitore di tappa velocisti, gregari e scalatori esausti senza essere esclusi dalla corsa a tappe. Proprio nelle giornate di caldo, la lotta contro il cronometro passa da tema sportivo marginale a questione di sopravvivenza.

La richiesta non mira a risparmiare il gruppo, ma ad adattare le condizioni di gara. Con il caldo intenso il fabbisogno di liquidi aumenta drasticamente, mentre la temperatura corporea sotto sforzo diventa difficile da mantenere stabile. Un corridore che normalmente supera una tappa nel gruppetto in modo controllato puo’ improvvisamente ritrovarsi a lottare contro il limite di tempo con gli stessi valori di watt. Questo cambia la tattica, la distribuzione delle energie e il ruolo delle squadre.

La UCI aveva gia’ reagito il 7 luglio alle previsioni eccezionali, allentando le regole sul rifornimento. Le squadre possono utilizzare anche sacche di rifornimento in determinate zone delle salite categorizzate originariamente previste soltanto per le borracce. L’obiettivo e’ far arrivare piu’ rapidamente ai corridori diverse bottiglie e sistemi di raffreddamento. La misura dimostra che la federazione mondiale non considera piu’ lo stress termico un normale rischio estivo.

Secondo il protocollo UCI per il caldo estremo, organizzatori, squadre, corridori e commissari possono discutere misure di protezione concrete. Tra queste figurano rifornimenti aggiuntivi, aree di partenza piu’ ombreggiate, modifiche dell’orario di partenza, adattamenti del percorso o la neutralizzazione di singoli tratti. La decisione, tuttavia, non spetta soltanto ai corridori. E’ proprio qui che si concentra la pressione della CPA: la tutela della salute non deve intervenire solo quando la situazione di gara e’ gia’ compromessa.

Per la direzione del Tour si tratta di un equilibrio delicato tra ritmi televisivi, logistica della sicurezza ed equita’ sportiva. Ussel e’ quindi molto piu’ di un semplice arrivo di tappa nella Francia centrale. La tappa accorciata del 12 luglio 2026 segnala che il Grand Tour deve adattare le proprie procedure tradizionali a una corsa in nuove condizioni climatiche. La CPA chiede che la prossima decisione venga presa prima della prossima ondata di calore.

Fonti

  • Franceinfo
  • Tour de France
  • Union Cycliste Internationale
  • Cyclingnews