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Nachrichten.fr · June 8, 2026

La «Rivoluzione dei Fenicotteri» in Albania mette in discussione il progetto Kushner-Trump

In Albania cresce la resistenza contro uno dei progetti turistici più ambiziosi del Paese. Un resort di lusso da miliardi di dollari, collegato all’investitore Jared Kushner e a sua moglie Ivanka Trump, è diventato in pochi giorni un tema politico nazionale. Migliaia di manifestanti sfilano dalla fine di maggio per la capitale Tirana protestando contro i piani di costruzione sull’isola di Sazan e nella zona costiera di Zvërnec, vicino al paesaggio protetto delle lagune di Vjosa-Narta.

Un uccello è diventato il simbolo del movimento: il fenicottero rosa. Su cartelloni, bandiere e figure gonfiabili rappresenta la protezione di un paesaggio costiero che molti albanesi considerano un patrimonio naturale nazionale.

Un progetto da miliardi su una costa sensibile

Il progetto è sostenuto dalla società di investimento Affinity Partners, fondata da Jared Kushner. Gli investimenti previsti sono stimati, a seconda dell’entità del progetto, in almeno 1,4 miliardi di euro. Sono previsti hotel di lusso, complessi di ville, infrastrutture turistiche e offerte ricreative esclusive sull’isola di Sazan, finora in gran parte incontaminata, e lungo la costa adriatica meridionale.

Il governo considera il progetto un investimento strategico. L’Albania vuole affermarsi come destinazione mediterranea di alta qualità e attrarre visitatori con maggiore capacità di spesa. I sostenitori evidenziano la creazione di nuovi posti di lavoro, l’aumento delle entrate fiscali e un impulso alla modernizzazione per le regioni strutturalmente deboli.

Tuttavia, questa visione sta incontrando una crescente opposizione.

Il conflitto tra natura e proprietà

Le organizzazioni ambientaliste mettono in guardia da mesi contro le conseguenze del progetto. La regione di Vjosa-Narta è una delle più ecologicamente preziose dell’Albania. Le zone umide servono da area di sosta e nidificazione per numerose specie di uccelli. Oltre ai fenicotteri, vivono lì tartarughe marine, specie rare di foche e molti uccelli migratori.

I critici temono che i lavori di costruzione previsti possano modificare centinaia di ettari di paesaggio costiero finora incontaminato. Particolarmente controversa è la vicinanza dei progetti a zone naturali protette. Mentre gli sviluppatori assicurano che saranno rispettati gli standard ambientali e attuati concetti sostenibili, molti ambientalisti dubitano della compatibilità di un resort di lusso di tale portata con gli ecosistemi sensibili locali.

Si aggiungono inoltre questioni relative all’assegnazione dei terreni. Gli attivisti accusano le autorità di mancanza di trasparenza. Criticano il fatto che le autorizzazioni centrali e i contratti non siano stati sufficientemente discussi pubblicamente.

Da una protesta ambientale a un movimento politico

Le proteste hanno ormai assunto una dimensione molto più ampia. Ciò che è iniziato come una resistenza locale contro un progetto edilizio si sta transformando sempre più in una critica generale al governo e alla leadership dello Stato.

Molti manifestanti vedono nel progetto un simbolo del stretto legame tra potere politico e investitori internazionali. L’accusa è che gli interessi economici di attori privilegiati vengano considerati più delle esigenze della popolazione.

Slogan come “L’Albania non è in vendita” o “La nostra costa appartiene a tutti” riflettono questo sviluppo. Per molti partecipanti non si tratta più solo di protezione ambientale, ma di questioni di stato di diritto, controllo democratico e proprietà pubblica.

Il movimento è inoltre sostenuto da una generazione insolitamente giovane. Studenti, attivisti ambientali e giovani lavoratori caratterizzano l’aspetto delle manifestazioni. Gli osservatori parlano già della più grande protesta apartitica degli ultimi anni.

Escalation a Zvërnec

La situazione è diventata particolarmente tesa dopo l’installazione di recinzioni e filo spinato su una parte del terreno previsto per la costruzione a Zvërnec. Video degli scontri tra manifestanti e guardie private si sono diffusi rapidamente sui social network aumentando l’indignazione pubblica.

Per molti albanesi questo evento è stato un punto di svolta. Le immagini hanno dato l’impressione che un tratto di costa finora liberamente accessibile stia venendo privatizzato a poco a poco. In un Paese in cui la costa è tradizionalmente considerata un bene pubblico, questo ha colpito un nervo scoperto.

Le proteste si sono quindi estese dalla regione di Vlora a Tirana e ad altre città. Anche nella diaspora albanese sono state organizzate manifestazioni di solidarietà.

Edi Rama punta sullo sviluppo economico

Il primo ministro Edi Rama continua a difendere con decisione il progetto. Da anni il suo governo segue la strategia di posizionare l’Albania come luogo attrattivo per investimenti internazionali. Il turismo è considerato un motore centrale di crescita.

Rama sostiene che il Paese ha bisogno di capitale straniero per sviluppare infrastrutture e migliorare il tenore di vita. Dal suo punto di vista, fermare il progetto invierebbe un segnale negativo agli investitori internazionali.

Al contempo il capo del governo è sotto pressione. L’opposizione usa le proteste per sollevare questioni di trasparenza e lotta alla corruzione. Anche i gruppi della società civile chiedono una completa trasparenza nei procedimenti di contrattazione e autorizzazione.

Un banco di prova per il percorso europeo dell’Albania

La controversia ha ormai un impatto che va ben oltre un singolo progetto turistico. Tocca questioni centrali per lo sviluppo a lungo termine dell’Albania.

In quanto candidato all’adesione all’UE, il Paese si trova ad affrontare la sfida di coniugare crescita economica con standard di stato di diritto e regolamentazioni ambientali. L’Unione Europea attribuisce grande importanza sia alla protezione degli ecosistemi sensibili sia alla trasparenza della governance e ai meccanismi di controllo indipendenti.

La cosiddetta Rivoluzione dei Fenicotteri è quindi più di una protesta locale contro un resort di lusso. Essa evidenzia le tensioni di un Paese che da un lato cerca investimenti e modernizzazione, dall’altro vuole proteggere le proprie risorse naturali e le istituzioni democratiche. Il modo in cui il governo risponderà a questo conflitto potrà avere un effetto simbolico molto più ampio della sola regione costiera di Vjosa-Narta. Per l’Albania il confronto diventa così un termometro della propria maturità politica e della capacità di conciliare sviluppo e bene comune.

Autore: P. Tiko