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Nachrichten.fr · July 20, 2026

La violenza politica in Kenya sotto maggiore sorveglianza in vista delle elezioni del 2027

Nairobi – 20.07.2026: il ministro dell’Interno del Kenya, Kipchumba Murkomen, ha dichiarato la lotta contro le bande di picchiatori impiegate politicamente una questione di sicurezza in vista delle elezioni parlamentari e presidenziali. Dopo i recenti disordini durante eventi dell’opposizione e gli scontri nel contesto di elezioni suppletive, ha avvertito che i mandanti della violenza politica e i loro complici devono essere perseguiti penalmente. Il dibattito sul fenomeno diffuso in Kenya dei cosiddetti goons ha così acquisito nuova urgenza.

Si tratta per lo più di gruppi poco organizzati di giovani uomini, incaricati di proteggere comizi, ostacolare contro-manifestazioni o intimidire avversari politici. Il loro finanziamento e coordinamento rimangono spesso nell’ombra. Esponenti dell’opposizione accusano i sostenitori del presidente William Ruto di usare tali gruppi contro i loro eventi. I rappresentanti del governo respingono l’accusa di tolleranza statale e sottolineano che la violenza viene impiegata trasversalmente tra i partiti. In molti casi non esistono attribuzioni giudiziarie solide a singoli politici.

La commissione elettorale indipendente IEBC aveva già dichiarato nella primavera del 2026 che i candidati, in caso di comprovato coinvolgimento nella violenza, potrebbero essere sanzionati ai sensi del codice elettorale o esclusi dalle procedure elettorali. La commissione richiama le esperienze delle recenti elezioni suppletive, durante le quali si sono verificati aggressioni e intimidazioni. Sarà decisivo verificare se polizia, procura e autorità elettorale documenteranno rapidamente le violazioni e applicheranno i loro strumenti anche contro attori influenti.

Le elezioni presidenziali menzionate nell’indicazione iniziale non si terranno entro i prossimi dodici mesi. Secondo la Costituzione keniana, il presidente, il Parlamento e le principali cariche regionali vengono eletti il secondo martedì di agosto del quinto anno. La data elettorale ordinaria è quindi il 10 agosto 2027. Ciononostante, la campagna preelettorale politica è iniziata molto prima di quanto il calendario formale farebbe prevedere.

Le organizzazioni per i diritti umani vi vedono un rischio istituzionale. Amnesty Kenya ha avvertito ad aprile che la violenza politica potrebbe compromettere le condizioni per elezioni libere e corrette. I gruppi della società civile richiamano inoltre l’attenzione sui conflitti fondiari irrisolti, sulla mancanza di prospettive sociali e sulla mobilitazione caratterizzata da tensioni etniche. Questi fattori rendono più facile per i centri di potere locali reclutare giovani uomini per fini politici a breve termine.

Il peso storico è considerevole. Dopo le controverse elezioni del 2007, il Kenya ha vissuto gravi violenze, nelle quali morirono oltre 1.000 persone e centinaia di migliaia furono sfollate. Da allora sono stati riformati il diritto elettorale, la giustizia e l’amministrazione elettorale. Tuttavia, gli incidenti attuali mostrano che il progresso istituzionale formale non costituisce una garanzia sufficiente contro le strutture informali della violenza.

Per il presidente Ruto e i suoi avversari politici ne deriva una duplice prova. Non devono soltanto dimostrare in modo credibile di prendere le distanze dai sostenitori inclini alla violenza, ma anche impedire il loro impiego all’interno delle proprie reti. Se gli avvertimenti statali si tradurranno in indagini, incriminazioni e sanzioni efficaci determinerà in modo sostanziale la credibilità del processo elettorale prima del 10 agosto 2027.

Fonti

  • Kenya Law: Costituzione del Kenya
  • Commissione elettorale indipendente e dei confini
  • Amnesty Kenya
  • Agenzia di stampa del Kenya
  • The Standard