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Nachrichten.fr · August 11, 2026

L’acqua e’ piu’ calda dell’aria: la Creuse vive una siccita’ eccezionale

KI-Illustration

La Creuse e’ uno dei dipartimenti piu’ verdi e ricchi d’acqua della Francia centrale. Tanto piu’ allarmante appare cio’ che vi sta accadendo quest’estate: in alcuni fiumi e torrenti sono state misurate temperature dell’acqua fino a 32,9 gradi, valori che talvolta superano persino la temperatura dell’aria. Quello che inizialmente sembra un fenomeno meteorologico eccezionale rivela in realta’ la portata di una crisi ecologica.

Da mesi manca la pioggia tanto necessaria. Numerosi corsi d’acqua minori trasportano ormai solo una frazione della loro consueta quantita’ d’acqua, e alcuni tratti di torrente sono gia’ completamente prosciugati. Dove l’acqua quasi non scorre piu’, si riscalda particolarmente in fretta sotto l’intensa radiazione solare. I fiumi vivi si trasformano in alcuni punti in sottili rigagnoli o in pozze d’acqua separate tra loro.

Le conseguenze per la natura sono gravi. L’acqua calda puo’ trattenere molto meno ossigeno di quella fredda. Allo stesso tempo, ad alte temperature aumenta il metabolismo dei pesci e di altri organismi acquatici, facendo crescere il loro fabbisogno di ossigeno. Bassi livelli dell’acqua, temperature elevate e carenza di ossigeno si rafforzano a vicenda: una combinazione pericolosa che porta specie sensibili come le trote al limite della loro resistenza. Nelle pozze isolate, molti animali non hanno infine alcuna possibilita’ di spostarsi verso zone piu’ fresche.

Alla luce di questa evoluzione, le autorita’ hanno reagito vietando temporaneamente e completamente la pesca nelle acque dolci. Il divieto riguarda tutte le specie di pesci e tutti i metodi di cattura. L’obiettivo non e’ soltanto proteggere le popolazioni da ulteriori prelievi. Gia’ la cattura e il successivo rilascio comportano per gli animali indeboliti uno stress considerevole, che nelle condizioni attuali spesso decide tra la vita e la morte. Allo stesso tempo, i responsabili invitano la popolazione a non gravare ulteriormente, per quanto possibile, sui punti d’acqua rimasti.

La Creuse rappresenta quindi in modo emblematico un’evoluzione che da tempo non riguarda piu’ soltanto il secco sud della Francia. L’estate del 2026 porta in ampie zone del Paese livelli idrometrici eccezionalmente bassi, terreni prosciugati e ricorrenti ondate di calore. In numerosi dipartimenti sono in vigore restrizioni al consumo d’acqua, mentre fiumi e laghi raggiungono temperature insolitamente elevate.

Proprio nella Creuse questo sviluppo appare particolarmente contraddittorio. La regione e’ nota per i suoi boschi, pascoli e numerosi torrenti, che da generazioni caratterizzano l’agricoltura e l’allevamento. Qui l’acqua e’ sempre stata considerata una componente scontata del paesaggio. Ora si vede quanto rapidamente questa immagine possa vacillare.

La situazione attuale chiarisce che la siccita’ significa molto piu’ della questione se dal rubinetto esca ancora acqua. Molto prima che l’approvvigionamento di acqua potabile sia minacciato, gli ecosistemi sensibili finiscono sotto pressione. Le zone umide si prosciugano, gli habitat vengono separati gli uni dagli altri e interi tratti fluviali perdono la loro funzione ecologica.

La Francia reagisce a questi sviluppi con una gestione della siccita’ articolata per livelli. A seconda della gravita’ della carenza idrica, entrano in vigore misure diverse, dai primi livelli di allerta fino a restrizioni di ampia portata nell’uso dell’acqua. La priorita’ e’ garantire l’approvvigionamento di acqua potabile e proteggere i corsi d’acqua.

Il valore misurato di 32,9 gradi rappresenta quindi simbolicamente un cambiamento che si fa sentire in modo sempre piu’ evidente. Quando, in un dipartimento tradizionalmente ricco d’acqua, l’acqua del fiume e’ piu’ calda dell’aria circostante, il cambiamento non appare piu’ solo nelle statistiche o nei modelli climatici. E’ letteralmente davanti agli occhi: nel letto del fiume stesso.

Daniel Ivers