Parigi – 15.07.2026: L’Assemblea nazionale ha concluso la disputa parlamentare sull’aiuto a morire con l’approvazione definitiva della relativa proposta di legge. La Francia ottiene così per la prima volta un quadro giuridico per un’assistenza attiva al morire. La decisione definitiva è stata presa al Palais-Bourbon, dopo che il Senato aveva nuovamente respinto il testo. Grazie all’ultima parola attribuita costituzionalmente ai deputati, l’Assemblea nazionale ha potuto approvare definitivamente il provvedimento.
Il testo non crea un diritto generale all’assistenza alla morte. L’accesso sarà riservato esclusivamente alle persone maggiorenni che possiedono la cittadinanza francese o risiedono stabilmente e legalmente in Francia. Dovranno soffrire di una malattia grave e incurabile, trovarsi in uno stadio avanzato o terminale e prevedere una sofferenza mortale nel breve o medio termine. Inoltre, la legge richiede sofferenze fisiche o psicologiche che non possano essere efficacemente alleviate o che siano percepite dagli interessati come insopportabili.
Resta inoltre necessaria la piena capacità di giudizio e decisione al momento della richiesta. Il desiderio deve essere espresso personalmente, liberamente e in modo informato. Sono esclusi i minori e le persone la cui capacità di giudizio sia significativamente compromessa. Le disposizioni anticipate di trattamento o precedenti manifestazioni di volontà non sostituiscono la richiesta attuale. Il legislatore segue quindi il principio secondo cui una decisione sulla propria morte non può essere presa per procura.
La procedura è strutturata in più fasi. Un medico esamina la richiesta e consulta altri professionisti sanitari; la decisione non deve quindi spettare a una sola persona. Dopo la valutazione è previsto un periodo di attesa, prima che la persona interessata debba confermare nuovamente il proprio desiderio. Può ritirare la richiesta fino all’ultimo momento. La sostanza letale dovrà essere assunta in linea di principio dalla persona interessata stessa. Solo qualora ciò non sia fisicamente possibile, potrà essere somministrata da un medico o da un infermiere.
Il dibattito parlamentare si era protratto per diversi anni ed era stato ulteriormente interrotto dallo scioglimento dell’Assemblea nazionale nel 2024. Sul piano dei contenuti si sono contrapposte due posizioni: i sostenitori hanno sottolineato l’autodeterminazione e la limitazione di sofferenze non controllabili. Gli oppositori hanno richiamato gli obblighi di protezione nei confronti di malati vulnerabili, anziani e persone con disabilità, nonché le persistenti disuguaglianze nell’accesso alle cure palliative.
Parallelamente alla normativa sull’aiuto a morire, nel maggio 2026 era già stata promulgata una legge separata per migliorare l’accesso all’accompagnamento e alle cure palliative. La separazione dei due testi aveva una rilevanza politica: doveva chiarire che l’ampliamento dell’offerta palliativa non viene trattato come un’alternativa, bensì come un compito pubblico autonomo. La proposta ora approvata definitivamente deve ancora completare l’ulteriore iter fino alla promulgazione.
Per la Francia, la decisione segna un cambiamento fondamentale del quadro giuridico alla fine della vita. La normativa Claeys-Leonetti finora in vigore consentiva, a condizioni rigorose, in particolare la rinuncia a misure di prolungamento della vita e una sedazione profonda e continua fino alla morte. La nuova disciplina va oltre, permettendo, in presenza di rigorose condizioni sostanziali e procedurali, l’accesso a una sostanza letale.
Fonti
- Assemblee nationale
- Senat
- Legifrance
- Franceinfo
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