Parigi – 15.07.2026: l’Assemblea nazionale francese ha approvato in votazione finale un disegno di legge sul diritto all’assistenza alla morte. Il Parlamento ha così approvato una riforma che ha suscitato controversie per molti anni, dopo che il Senato aveva precedentemente respinto il testo. La nuova normativa non è ancora entrata in vigore: deve prima essere promulgata e pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
Jonathan Denis, presidente dell’associazione per il diritto a una morte dignitosa, ha definito questa giornata storica dopo la votazione. La sua organizzazione ritiene che la decisione rappresenti una risposta per le persone gravemente malate, le cui sofferenze non possono più essere sufficientemente alleviate dai trattamenti disponibili. Allo stesso tempo, resta aperto il dibattito politico e bioetico sulla portata, le garanzie e le conseguenze della riforma.
Il testo di legge, a condizioni chiaramente definite, crea l’accesso all’assistenza alla morte. La procedura è prevista per le persone maggiorenni che possono esprimere liberamente e consapevolmente la propria volontà, soffrono di una malattia grave e incurabile e si trovano in una fase avanzata o terminale. Inoltre, devono subire sofferenze che, a loro avviso, sono insopportabili o non possono essere alleviate.
La decisione non deve dipendere esclusivamente dal medico curante. La procedura prevede una valutazione medica con la partecipazione di altri specialisti. Il richiedente riceve un periodo di riflessione e può revocare la propria decisione fino all’ultimo momento. Il Parlamento ha inoltre rafforzato la protezione contro le pressioni da parte di familiari o terzi: l’uso della coercizione affinché una persona ricorra all’assistenza alla morte deve essere punibile.
La Francia va così oltre le vigenti leggi Leonetti e Claeys-Leonetti. Queste consentono, in particolare, il rifiuto di trattamenti sproporzionati e, a determinate condizioni, la sedazione profonda e continua fino alla morte. Al contrario, l’assistenza medicalmente organizzata per provocare la morte non era finora regolamentata come un diritto distinto.
Il processo legislativo ha evidenziato una divisione sociale e politico-partitica. Il Senato ha bloccato il progetto il 7 luglio 2026 mediante una mozione procedurale. L’Assemblea nazionale ha prevalso durante una nuova lettura e aveva già approvato il testo il 30 giugno con 295 voti contro 232. La decisione finale odierna è stata il proseguimento di questo confronto istituzionale.
Parallelamente, nel maggio 2026 la Francia ha adottato una legge per migliorare l’accesso equo all’accompagnamento e alle cure palliative. I sostenitori dell’attuale riforma considerano le due iniziative complementari. I critici, invece, chiedono che l’espansione dei servizi palliativi diventi una priorità. L’attuazione pratica della nuova normativa dipenderà quindi in larga misura dal fatto che l’assistenza medica, la formazione dei medici e le procedure di controllo siano effettivamente disponibili in tutto il Paese.
Fonti
- Franceinfo
- Assemblea nazionale francese
- Senato francese
- Governo francese
- Légifrance
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