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Nachrichten.fr · July 22, 2026

L’avvocato della famiglia critica duramente la nuova dichiarazione di Cédric Jubillar

Tolosa – 22.07.2026: La famiglia di Delphine Aussaguel reagisce con grande sgomento alla nuova versione di Cédric Jubillar sulla morte della moglie. Philippe Pressecq, che rappresenta i familiari di Delphine Aussaguel, ha dichiarato a Franceinfo che le affermazioni lo hanno inorridito. Teme che il condannato, dopo anni di dinieghi, possa ora cercare di presentare il fatto come un omicidio non premeditato.

Nell’ottobre 2025, Cédric Jubillar era stato condannato dalla Corte d’assise di Albi a 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie. Delphine Aussaguel, che dopo il matrimonio portava il cognome Jubillar, era scomparsa nella notte del 16 dicembre 2020 dalla casa condivisa a Cagnac-les-Mines, nel dipartimento del Tarn. Jubillar aveva presentato ricorso contro la sentenza.

Secondo quanto riportato dai media, il 38enne ha inizialmente ammesso per iscritto, il 6 luglio 2026, una responsabilità nella morte della moglie. Durante un interrogatorio del 15 luglio, ha poi descritto un litigio avvenuto nella notte della sua scomparsa. Avrebbe dichiarato di aver afferrato Delphine Aussaguel per il collo e di averla strangolata. Questo racconto è ora al vaglio degli inquirenti e della giustizia.

Per i familiari, al centro dell’attenzione non vi è soltanto la nuova dichiarazione, ma anche la sua tardiva presentazione. Pressecq ha ricordato che Jubillar ha proclamato la propria innocenza per oltre cinque anni. Secondo la parte civile, una versione modificata non può cancellare né la lunga incertezza della famiglia né le conseguenze per i due figli della coppia.

A metà luglio, sulla base delle indicazioni fornite da Jubillar, gli investigatori hanno condotto ricerche a Mailhoc, non lontano da Cagnac-les-Mines. Sono stati rinvenuti frammenti ossei che, secondo l’esame forense, sono stati attribuiti a Delphine Aussaguel. Le ulteriori analisi medico-legali dovranno chiarire, tra l’altro, se i ritrovamenti possano fornire elementi sulla dinamica del delitto e sulle dichiarazioni del condannato.

Il processo d’appello avrebbe dovuto iniziare originariamente il 21 settembre 2026 davanti alla Corte d’assise dell’Alta Garonna. Tuttavia, il 21 luglio la presidente competente ne ha disposto il rinvio. Il nuovo dibattimento è previsto per il primo semestre del 2027. La corte d’appello ha motivato la decisione con la necessità di ulteriori indagini, il regolare svolgimento del procedimento e la tutela del diritto di tutte le parti a essere ascoltate.

La qualificazione giuridica del fatto resta quindi aperta e sarà nuovamente esaminata soltanto nel processo d’appello. La difesa può chiedere una diversa qualificazione del reato; tuttavia, spetta esclusivamente al tribunale decidere dopo aver valutato prove, perizie e testimonianze. Per la famiglia di Delphine Aussaguel, il rinvio significa anche che l’accertamento giudiziario del caso durerà più a lungo.

Fonti

  • Franceinfo
  • Cour d’appel de Toulouse
  • TF1 Info
  • France Bleu
  • La Depeche du Midi

Dieser Artikel wurde mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt.