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Nachrichten.fr · July 20, 2026

Le analisi confermano: le ossa trovate a Mailhoc sono attribuibili a Delphine Aussaguel

Mailhoc – 19.07.2026: Un campo nel nord del dipartimento del Tarn è diventato il luogo di una certezza attesa da familiari e investigatori per oltre cinque anni e mezzo. Gli esami dell’Istituto di ricerca criminalistica della Gendarmeria francese hanno confermato che le ossa recuperate a Mailhoc sono attribuibili a Delphine Aussaguel. L’infermiera trentatreenne era scomparsa nella notte del 16 dicembre 2020 da Cagnac-les-Mines.

I resti sono stati trovati il 16 luglio in un terreno agricolo vicino alla strada per Cordes-sur-Ciel. Il luogo del ritrovamento si trova a circa dieci chilometri dall’ex abitazione della coppia a Cagnac-les-Mines. I gendarmi avevano perquisito l’area sulla base delle indicazioni fornite da Cédric Jubillar. Inizialmente si era parlato di ossa la cui origine umana e identità avrebbero dovuto essere chiarite solo attraverso le analisi di laboratorio.

Questo lavoro è ora concluso su un punto centrale. L’attribuzione genetica pone fine all’incertezza sull’identità della morta, ma non all’accertamento investigativo. Gli specialisti stanno ancora verificando se sulle ossa recuperate vi siano tracce che consentano di trarre conclusioni su lesioni, momento della morte o circostanze del decesso. Resta aperta la questione se tali interrogativi possano ancora trovare risposta.

L’operazione di ricerca ha portato il 16 e 17 luglio numerose forze della Gendarmeria, la sezione di ricerca di Tolosa, specialisti dell’Istituto e unità cinofile nel silenzioso paesaggio tra Mailhoc e Villeneuve-sur-Vère. Gli investigatori cercavano ulteriori frammenti e possibili oggetti rilevanti per il procedimento. Al termine di queste attività, l’intervento sul campo è stato per il momento concluso.

Nell’ottobre 2025 Cédric Jubillar era stato condannato dalla Corte d’assise del Tarn a 30 anni di carcere per l’omicidio di Delphine Aussaguel. Il procedimento è in fase di appello. Secondo la Procura generale di Tolosa, all’inizio di luglio 2026 egli aveva ammesso la propria responsabilità per la morte della moglie e aveva indicato agli investigatori il luogo in cui aveva abbandonato il suo corpo.

I nuovi risultati modificano il quadro probatorio, ma non sostituiscono l’ulteriore valutazione giudiziaria. Nel procedimento dovranno essere riunite le dichiarazioni di un imputato, gli esiti dei rilievi tecnici e le valutazioni dei periti. La difesa aveva contestato l’intenzione di uccidere Delphine Aussaguel e aveva valutato diversamente la dinamica dei fatti. Sulle conseguenze giuridiche decide esclusivamente il tribunale competente.

Per la famiglia, la conferma scientifica significa soprattutto la fine di una domanda tormentosa. Essa conferisce alla scomparsa una conclusione concreta e al tempo stesso profondamente dolorosa. Il caso, che ha occupato la Francia per anni, resta tuttavia un procedimento penale: le perizie ancora attese dovranno chiarire che cosa le ossa possano raccontare sulle ultime ore di Delphine Aussaguel.

Fonti

  • Franceinfo
  • Le Monde
  • TF1 Info