Madrid – 12.07.2026: Una rubrica dell’ex presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy ha innescato una controversia politica pochi giorni prima della semifinale dei Mondiali tra Francia e Spagna. Rajoy ha riconosciuto l’elevata qualita sportiva della selezione francese, sostenendo pero al tempo stesso che non vi giocherebbe alcun francese. L’osservazione e apparsa in un articolo per il media online El Debate dopo la vittoria della Spagna nei quarti di finale contro il Belgio.
La dichiarazione prende di mira l’origine e quindi indirettamente l’appartenenza di diversi nazionali. E insostenibile dal punto di vista fattuale: tutti i 26 giocatori convocati dal commissario tecnico Didier Deschamps per il torneo possiedono la nazionalita francese. Secondo l’ambasciata francese a Madrid, 23 di loro sono nati in Francia. Michael Olise, Marcus Thuram e Brice Samba sono nati all’estero, ma sono anch’essi francesi.
Philippe Diallo, presidente della federazione calcistica francese FFF, ha parlato di inaccettabili sottintesi razzisti. I giocatori francesi non devono ricevere da un ex capo del governo spagnolo alcuna certificazione della propria nazionalita. Anche l’ambasciata francese a Madrid ha chiarito che tutti i membri della selezione sono francesi. Le istituzioni statali e sportive hanno cosi reagito in modo insolitamente diretto a un contributo giornalistico di un ex capo del governo.
Anche da Madrid sono arrivate critiche. Il presidente del governo Pedro Sanchez ha definito xenofobe le dichiarazioni di Rajoy. Ha sottolineato che l’appartenenza nazionale non puo essere definita da cognomi, luogo di nascita o colore della pelle. Il capo del governo socialista ha contrapposto a questa visione un concetto di nazione fondato sul radicamento, sul legame civico e sul contributo alla collettivita. Rajoy ha guidato la Spagna dal dicembre 2011 al maggio 2018 e appartiene al conservatore Partido Popular.
Il caso richiama un tema ricorrente da decenni nel dibattito francese su immigrazione, cittadinanza e rappresentazione. Gia dopo il trionfo ai Mondiali del 1998, giocatori con radici familiari al di fuori della Francia erano stati bersaglio di attacchi simili. La squadra di allora, con Zinedine Zidane, Lilian Thuram e Marcel Desailly, era considerata da molti espressione di una societa francese plurale; al tempo stesso, la sua appartenenza veniva contestata dall’estrema destra.
La controversia si inserisce in una fase di maggiore attenzione verso gli attacchi razzisti contro i giocatori francesi. In precedenza, le dichiarazioni della senatrice paraguaiana Celeste Amarilla contro il capitano Kylian Mbappe erano state condannate pubblicamente. In Francia, la giustizia ha aperto un’indagine dopo una denuncia della FFF per sospetto insulto pubblico aggravato. Il contributo di Rajoy sposta ora nuovamente il dibattito, alla vigilia della partita del 14 luglio, dallo sport al terreno dell’identita nazionale e della simbologia politica.
Fonti
- Reuters via Boursorama
- Euronews
- Le Monde
- FIFA