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Nachrichten.fr · June 17, 2026

Le gomme da masticare come giocattoli da spiaggia: come una biologa vuole rendere più pulite le coste francesi

Quando si pensa ai rifiuti sulle spiagge francesi, di solito vengono in mente bottiglie di plastica, imballaggi o mozziconi di sigaretta. Sono visibili sulla sabbia, galleggiano nell’acqua o si accumulano tra rocce e dune. Ma un altro tipo di rifiuto spesso passa inosservato – nonostante sia presente in milioni di esemplari: la gomma da masticare.

A questo problema ambientale poco appariscente si dedica la giovane biologa Marine Guilbaud di La Rochelle. Con un’idea insolita, non solo vuole alleggerire la pressione sulle coste, ma anche aumentare la consapevolezza su un errore diffuso. Il suo progetto parte da dove molte persone non sospettano nemmeno che esista un problema.

Infatti, le gomme da masticare moderne non sono più fatte di materie prime naturali. La gomma contiene principalmente polimeri sintetici derivati dalla petrolchimica. In altre parole: molte gomme da masticare contengono plastica. Quando una gomma masticata viene sputata per strada, sulla sabbia o in natura, non sparisce semplicemente. Rimane presente per anni, si degrada lentamente e può infine diventare microplastica.

Un piccolo rifiuto con un grande impatto.

Città e comuni conoscono questo problema da tempo. Le gomme da masticare sono tra gli oggetti più frequentemente abbandonati incautamente negli spazi pubblici. Essendo piccole, passano quasi inosservate. Tuttavia, la loro enorme quantità genera costi significativi. La rimozione dei residui appiccicosi richiede processi di pulizia speciali che richiedono tempo, personale e denaro.

La situazione si aggrava ulteriormente sulle coste. L’acqua piovana trascina le gomme nella rete fognaria, da lì finiscono nei fiumi e infine nel mare. Lì si uniscono all’enorme flusso di rifiuti plastici che mette sotto pressione gli ecosistemi marini.

Marine Guilbaud conosce questi legami grazie al suo lavoro scientifico. Dopo gli studi in gestione ambientale e ecologia costiera, si è occupata approfonditamente delle conseguenze dell’inquinamento marino. Da questa esperienza è nata l’idea di “CreaGum” – un progetto che non considera le gomme da masticare come rifiuti inutili, ma come materia prima.

L’approccio sembra sorprendentemente semplice.

Le gomme da masticare usate vengono raccolte tramite appositi punti di raccolta, selezionate e trattate. Successivamente entrano in un processo di riciclo che dà vita a nuovi prodotti. In particolare, l’attenzione è rivolta ai giocattoli da spiaggia per bambini. Da qualcosa che prima inquinava la sabbia, si creano secchielli, palette o altri oggetti utili.

All’inizio suona quasi un po’ folle.

Ma proprio in questo risiede la forza dell’idea. Un bambino che gioca sulla spiaggia con un giocattolo realizzato con gomme da masticare riciclate entra in contatto con il tema dell’inquinamento ambientale in modo molto concreto. Da termini astratti come economia circolare o microplastica nasce qualcosa di tangibile.

L’iniziativa segue così una tendenza che sta guadagnando importanza in molti settori. Sempre più spesso aziende e amministrazioni cercano modi per trasformare rifiuti problematici in nuove materie prime. Materiali che prima venivano scartati direttamente ottengono una seconda possibilità.

CreaGum unisce questo concetto a un chiaro riferimento regionale. La regione costiera intorno a La Rochelle non è solo l’area di intervento, ma anche un simbolo per la protezione dei delicati ambienti marini. La combinazione di pulizia delle spiagge, educazione ambientale e riutilizzo crea un ciclo che coinvolge cittadini, turisti e amministrazioni allo stesso modo.

Naturalmente il riciclo delle gomme da masticare non risolve la crisi globale della plastica. Le quantità restano contenute rispetto agli enormi flussi di rifiuti negli oceani.

Tuttavia, a volte sono proprio le piccole idee a generare un impatto particolare.

Dimostrano che la tutela ambientale non deve sempre nascere da progetti miliardari su larga scala. A volte basta uno sguardo nuovo sulle cose di tutti i giorni. Una gomma da masticare sputata per terra sembra insignificante. In realtà racconta una storia più ampia di consumo, responsabilità e gestione delle risorse.

Il progetto di Marine Guilbaud rende tutto questo visibile. Trasforma un rifiuto insignificante in qualcosa di utile e ricorda che molti problemi ambientali iniziano proprio sotto i nostri piedi. Chi guarda più da vicino scopre spesso soluzioni dove gli altri vedono solo spazzatura.

Di C. Hatty