Parigi – 10.07.2026: La corte d’appello di Parigi ha confermato il 7 luglio 2026, nel procedimento sul presunto abuso di fondi UE nell’ambito degli ex deputati del FN/RN, una pena detentiva nei confronti di Marine Le Pen e l’ha in parte ricalcolata. I giudici hanno fissato la pena a tre anni; due anni sono sospesi con la condizionale, un anno deve essere scontato come arresti domiciliari con sorveglianza elettronica. Inoltre il tribunale ha inflitto una multa di 100.000 euro e un’ineleggibilità complessiva di 45 mesi, di cui 30 mesi con effetto sospensivo. Nelle motivazioni i giudici richiamano la gravità dei fatti e la necessità di una sanzione preventiva.
Le Pen ha annunciato poche ore dopo la decisione un ricorso presso la Cour de cassation. Un pourvoi en cassation verifica errori di diritto, non i fatti, e può influenzare l’esecuzione di singole conseguenze accessorie. Dal punto di vista giuridico resta delicato il calendario: se la decisione della Cour de cassation dovesse arrivare solo nel 2027, la sorveglianza elettronica potrebbe protrarsi nella fase della campagna presidenziale. Tali misure in Francia sono di norma organizzate dall’autorità competente per l’esecuzione delle pene; rimangono da definire questioni pratiche come luogo di dimora, orari di uscita e date della campagna.
La reazione politica è stata netta. Esponenti dell’opposizione di sinistra giudicano le sanzioni incompatibili con una candidatura credibile al Palazzo dell’Eliseo. I sostenitori del fronte di destra richiamano il principio della presunzione di innocenza nel procedimento presso la Cour de cassation e il fatto che una parte dell’ineleggibilità è stata sospesa. In prime valutazioni, costituzionalisti sottolineano che una candidatura resta legalmente possibile finché non esiste una ineleggibilità definitiva e passata in giudicato. Se le condizioni della sorveglianza elettronica dovessero limitare le apparizioni della campagna, ciò andrebbe concordato caso per caso con le autorità competenti.
Il caso relativo alle pratiche di assunzione negli ex uffici dei deputati del Front National/Rassemblement National aveva già in primo grado portato a sanzioni pesanti. In appello la Cour d’appel ha ora precisato le quote individuali di colpa e le finalità della sanzione. Media e specialisti discutono da allora le ripercussioni sul finanziamento dei partiti, sull’esercizio dei mandati e sull’interazione tra diritto elettorale ed esecuzione penale. È chiaro: il calendario politico si fa più teso. Con la candidatura annunciata Le Pen cerca di segnalare capacità d’azione, mentre la magistratura prepara il controllo giurisdizionale finale. La rapidità della decisione della Cour de cassation determinerà in misura decisiva se il caso influenzerà la campagna elettorale a livello organizzativo o solo simbolico.
Fonti
- Le Monde
- Le Monde Les Décodeurs
- Associated Press (AP)
- Public Sénat
- Cour d’appel de Paris (documento giudiziario)