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Nachrichten.fr · July 12, 2026

L’industria musicale chiede un’etichettatura chiara per i brani generati dall’IA

Francia – 11.07.2026: Le principali associazioni dell’industria musicale internazionale intendono in futuro contrassegnare le registrazioni con indicazioni uniformi sull’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa. Il modello volontario presentato il 10 luglio distingue tra brani generati interamente o prevalentemente dall’IA e opere nelle quali l’IA e stata utilizzata soltanto come supporto. L’obiettivo e fornire alle ascoltatrici e agli ascoltatori dei servizi di streaming informazioni comprensibili sulla creazione di un brano.

Dietro l’iniziativa vi sono, tra gli altri, la federazione mondiale dell’industria fonografica IFPI, l’associazione statunitense di settore RIAA, l’associazione delle imprese musicali indipendenti A2IM, il Worldwide Independent Network, l’associazione europea IMPALA, la Recording Academy responsabile dei Grammy Awards e il sindacato SAG-AFTRA. Le organizzazioni intendono collaborare con servizi musicali, distributori, aggregatori e organismi di standardizzazione per una diffusione su larga scala.

Un brano dovra essere contrassegnato come generato dall’IA quando sistemi generativi hanno creato tutti o la parte essenziale degli elementi creativi di una registrazione. Vengono citati, ad esempio, una voce solista generata artificialmente, una parte strumentale centrale eseguita artificialmente oppure musica creata integralmente a partire da un input testuale. L’etichettatura riguarda quindi la registrazione sonora udibile e non, in modo generalizzato, l’intero contesto musicale.

La seconda categoria riguarda le registrazioni create essenzialmente da esseri umani, alle quali l’IA generativa ha tuttavia contribuito con singoli elementi espressivi. Secondo le linee guida proposte, la voce principale e gli strumenti centrali devono provenire da esseri umani. L’etichettatura non deve quindi valutare l’impiego di ogni tecnologia digitale, ma rendere visibili la portata e il ruolo dell’IA generativa nella specifica registrazione.

Le indicazioni dovranno essere collegate a simboli, metadati e sistemi tecnici di distribuzione del settore. Per il momento non comprendono testi delle canzoni, composizioni, video musicali o grafiche di copertina. Le associazioni coinvolte definiscono esplicitamente il progetto come un quadro adattabile: le regole potrebbero essere ampliate qualora cambiassero le possibilita tecniche, le pratiche di mercato o i requisiti giuridici.

L’iniziativa risponde al forte afflusso di musica generata artificialmente sulle piattaforme digitali. Secondo i dati dell’IFPI, ad aprile il 44 per cento di tutti i brani nuovi consegnati a Deezer era costituito da registrazioni generate dall’IA. Allo stesso tempo, un numero crescente di artiste e artisti utilizza strumenti di IA per la ricerca di idee o l’elaborazione, senza sostituire completamente il proprio contributo creativo. Proprio queste differenze dovrebbero essere rese comprensibili dalle nuove indicazioni.

Per il settore, oltre alla trasparenza per i consumatori, sono centrali anche le questioni della fiducia, della paternita dell’opera e di un’equa remunerazione. Le etichette sarebbero inizialmente volontarie e il loro effetto pratico dipendera dall’adozione da parte dei servizi di streaming e dei partner di distribuzione. Termini uniformi potrebbero tuttavia impedire che piattaforme ed etichette utilizzino indicazioni diverse sull’uso dell’IA, difficilmente comparabili per il pubblico.

Fonti

  • IFPI
  • Franceinfo
  • Deezer Newsroom
  • Centre national de la musique