Indietro

Nachrichten.fr · May 22, 2026

L’influenza dei militari in Iran: i Guardiani della Rivoluzione come centrale del potere politico

Il potere silenzioso nello Stato: come i Guardiani della Rivoluzione plasmano l’Iran

Nel sistema politico della Repubblica Islamica dell’Iran, i centri di potere si sono spostati da anni a favore dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, i cosiddetti IRGC. Ciò che una volta fu fondato come truppa ideologica di difesa della rivoluzione del 1979, si è trasformato in un complesso di potere che va ben oltre le funzioni militari. Oggi i Guardiani della Rivoluzione controllano leve centrali della politica, dell’economia e della sicurezza – influenzando in modo decisivo l’indirizzo strategico del Paese.

L’IRGC nacque immediatamente dopo la caduta dello Scià, per difendere la giovane Repubblica Islamica contro nemici interni ed esterni. A differenza dell’esercito regolare, l’organizzazione non si vede solo come una forza militare, ma come custode ideologico del sistema. Questa posizione speciale ha permesso ai Guardiani di ampliare gradualmente la loro influenza. Specialmente dopo la guerra Iran-Iraq degli anni Ottanta, all’interno dell’organizzazione si sviluppò una rete stretta di ex comandanti che successivamente assunsero posizioni chiave in ministeri, aziende statali e apparati di sicurezza.

Oggi il potere dei Guardiani della Rivoluzione penetra profondamente nell’economia iraniana. Attraverso partecipazioni e imprese vicine allo Stato controllano grandi parti dei settori dell’energia, delle infrastrutture e delle telecomunicazioni. In particolare nei settori del petrolio e del gas naturale i Guardiani sono considerati la forza dominante. Le sanzioni internazionali hanno paradossalmente rafforzato questo sviluppo: poiché molte aziende straniere si sono ritirate dall’Iran, organizzazioni legate all’IRGC hanno potuto ampliare ulteriormente la loro posizione economica.

Anche in politica estera l’influenza dei Guardiani della Rivoluzione è difficile da sottovalutare. La cosiddetta unità Quds, incaricata delle missioni all’estero, è considerata uno strumento chiave della politica regionale iraniana. Essa coordina i rapporti con milizie alleate e movimenti politici in Medio Oriente – tra cui Hezbollah in Libano, gruppi sciiti in Iraq e gli Houthi nello Yemen. Dal punto di vista di Teheran, questa rete serve come deterrente strategico contro rivali come Arabia Saudita, Israele e Stati Uniti. I critici vedono però in essa una causa centrale per l’instabilità persistente nella regione.

Sul piano interno, la dominanza dell’IRGC rafforza al contempo le tendenze autoritarie dello Stato. Movimenti di protesta come quelli seguiti alla morte della curda Mahsa Amini nel 2022 sono stati repressi con durezza massiccia. Le forze di sicurezza e le milizie paramilitari hanno agito con determinazione contro i manifestanti. Molti osservatori vedono questo come un segno che i Guardiani della Rivoluzione non sono solo deputati a garantire la sicurezza esterna, ma fungono sempre più anche da strumento per assicurare l’ordine politico.

Il crescente potere dell’IRGC mostra quanto fortemente il sistema iraniano si sia sviluppato verso uno Stato dominato dalla sicurezza. Le decisioni sono sempre più influenzate da un ristretto circolo di élite politiche e militari. Per la comunità internazionale resta dunque aperta e imprevedibile la questione se l’Iran continuerà a puntare maggiormente sulla confrontazione o, nel prossimo futuro, anche sulla diplomazia e sull’apertura pragmatica. Finché i Guardiani manterranno la loro posizione centrale, il corso politico di sicurezza del Paese probabilmente rimarrà predominante.


La crisi Ebola costringe l’Uganda a misure drastiche

Il governo ugandese, di fronte alla nuova epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, ha temporaneamente sospeso tutti i voli da e verso il Paese vicino. La decisione è stata presa dopo che le autorità sanitarie hanno confermato che il virus si è ormai esteso a una provincia parzialmente controllata da gruppi ribelli armati. Ciò ha acuito la preoccupazione per una possibile diffusione incontrollata della malattia altamente pericolosa nella regione.

Ebola è una delle malattie infettive più letali al mondo. Il virus provoca una grave febbre emorragica e, a seconda della variante, ha un tasso di mortalità fino al 90%. La trasmissione avviene per contatto diretto con fluidi corporei di persone o animali infetti. La diffusione è particolarmente problematica in aree con scarsa infrastruttura medica e accesso limitato per le organizzazioni di soccorso.

Da anni la Repubblica Democratica del Congo è uno dei Paesi africani maggiormente colpiti da Ebola. Diverse epidemie hanno causato migliaia di vittime. La situazione attuale è però particolarmente difficile perché alcune parti della provincia interessata sono controllate da milizie. Aiuti internazionali e squadre mediche possono raggiungere alcune zone solo con gravi rischi per la sicurezza. Ciò complica sia la cura dei malati sia il tracciamento delle catene di infezione.

L’Uganda reagisce pertanto con estrema cautela. Il Paese ha esperienza nel gestire focolai di Ebola e in passato ha risposto rapidamente alle minacce. Oltre alla sospensione temporanea dei voli, sono stati intensificati i controlli alle frontiere, predisposte misure di quarantena e attivati sistemi di sorveglianza medica lungo le principali vie di comunicazione. Le autorità sanitarie controllano con maggiore attenzione i viaggiatori per sintomi quali febbre, debolezza o sanguinamenti.

Anche la comunità internazionale segue con crescente attenzione gli sviluppi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e diverse ONG stanno rafforzando le loro azioni sul campo, con campagne vaccinali, la fornitura di materiali di protezione per il personale medico e campagne informative nelle comunità interessate. Gli esperti avvertono però che l’instabilità politica e i conflitti armati potrebbero rendere molto difficile la lotta all’epidemia.

La nuova crisi Ebola evidenzia ancora una volta quanto strettamente siano collegati politica sanitaria, sicurezza e stabilità statale. Se le misure adottate saranno sufficienti a prevenire una diffusione regionale del virus si potrà giudicare nelle prossime settimane.


Altre notizie

Exxon negozia affari petroliferi in Venezuela.
– Un importante santuario buddhista in Giappone è stato distrutto da un incendio.
– A Berlino si acuisce una vera e propria lotta culturale sull’uso delle automobili.
– Un aereo della Air France in volo da Parigi verso gli USA è stato dirottato in Canada per timori legati all’Ebola.
La Germania accusa due uomini di voler assassinare leader ebrei su commissione dell’Iran.
– Riprese video mostrano il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir provocare attivisti pro-palestinesi.
– Nuove normative in Messico contro l’influenza straniera nelle elezioni sembrano rivolte contro gli USA.

Christine Macha