Washington – 12.06.2026: Il presidente Donald Trump ha annunciato l’11 giugno 2026 a sorpresa la cancellazione degli attacchi aerei programmati per lo stesso giorno contro l’Iran. In un post sulla piattaforma Truth Social ha spiegato che i negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran sono stati condotti e approvati al massimo livello, il che ha portato all’annullamento degli attacchi previsti.
Trump ha dichiarato che i “punti finali” sono stati approvati da tutte le parti coinvolte e che “la data e il luogo della firma saranno annunciati presto”. Ha tuttavia sottolineato che il blocco statunitense dei porti iraniani, introdotto a metà aprile, rimarrà in vigore fino alla “finalizzazione della transazione”.
Questa dichiarazione contrasta con le minacce precedenti di Trump di colpire l’Iran “molto duramente” e di prendere il controllo delle infrastrutture petrolifere essenziali del paese. In un’intervista alla TV americana ABC, dopo la distruzione di un elicottero Apache statunitense sopra lo Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane, aveva annunciato una reazione “molto forte, molto potente”.
Nonostante l’annuncio di un “accordo molto buono” da parte di Trump, il governo iraniano ha dichiarato di non aver ancora preso una decisione definitiva sulla firma del trattato di pace proposto. Un portavoce del Ministero degli Esteri a Teheran ha sottolineato che i colloqui proseguono e che la leadership sta esaminando attentamente i termini prima di prendere una decisione.
La situazione rimane tesa. La comunità internazionale osserva con grande attenzione gli sviluppi dei negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran. Un accordo di pace potrebbe rappresentare un passo significativo verso la de-escalation della già delicata situazione in Medio Oriente.
Precedentemente, sotto la guida di Trump, gli USA avevano lanciato il 21 giugno 2025 una vasta campagna di attacchi aerei contro l’Iran, colpendo impianti nucleari a Natanz, Isfahan e Fordo. Questa azione ha segnato un netto allontanamento dagli sforzi diplomatici degli anni precedenti ed è avvenuta parallelamente a una campagna militare israeliana. Trump ha definito l’operazione “molto riuscita” e ha dichiarato che la capacità iraniana di arricchimento dell’uranio era stata “completamente distrutta”, minacciando ulteriori attacchi intensificati.
Questa escalation ha generato notevole incertezza nella regione, con il rischio di ritorsioni iraniane e un aumento delle tensioni geopolitiche, soprattutto nello strategico Stretto di Hormuz. L’Unione Europea si è sentita largamente presa alla sprovvista da questi sviluppi e dalla rottura dell’accordo nucleare comune (JCPOA). Nonostante questa battuta d’arresto, l’Iran potrebbe tentare di rafforzare la sua deterrenza nucleare.
Mentre Israele ha valutato positivamente le azioni militari, il rischio di un conflitto prolungato rimane, con conseguenze potenzialmente durature sugli equilibri regionali e sfide per il diritto internazionale. Davanti alla complessità della situazione, tutte le parti coinvolte osservano attentamente l’evoluzione degli sforzi diplomatici per permettere una de-escalation duratura.
Fonti
- Euronews
- TF1 Info
- Boursorama