Bruxelles – 16.07.2026: La Commissione europea ha obbligato Google, con due decisioni vincolanti, a condividere dati anonimizzati provenienti dalla ricerca sul web con concorrenti qualificati e a consentire agli assistenti di IA concorrenti un accesso effettivo alle principali funzioni di Android. Le decisioni si basano sul Digital Markets Act, che impone speciali obblighi in materia di concorrenza alle grandi piattaforme digitali.
Nel settore della ricerca, Alphabet dovrà fornire, ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 11 della legge, dati relativi a query di ricerca, classifiche, clic e visualizzazioni. I motori di ricerca e i chatbot di IA con funzione di ricerca beneficiari dovranno poter utilizzare queste informazioni per sviluppare e migliorare le proprie tecnologie di ricerca. La Commissione giustifica l’intervento con la quota di mercato di Google, superiore al 90% nel mercato europeo della ricerca da anni.
L’utilizzo dei dati rimane tuttavia strettamente limitato. I destinatari non potranno utilizzare le informazioni né per l’addestramento di modelli di IA generali, né per la pubblicità, i profili degli utenti o la riproduzione sistematica dei risultati di Google. Su indicazione della Commissione, i dati dovranno essere anonimizzati tecnicamente. Obblighi contrattuali, verifiche indipendenti prima dell’accesso ai dati e audit annuali dovranno ridurre a un livello trascurabile il rischio residuo di re-identificazione.
La seconda decisione riguarda Android, utilizzato da circa il 60% degli utenti mobili nell’UE secondo la Commissione. I fornitori terzi di servizi di IA dovranno ottenere accesso a undici funzioni finora ampiamente riservate alle offerte di Google, in particolare Gemini. Tra queste figurano l’attivazione di un assistente tramite comando vocale o tasto Home, l’accesso ai dati contestuali condivisi dall’utente e le funzioni per eseguire attività nelle applicazioni.
Le prescrizioni comprendono anche risorse di sistema e modelli di IA eseguiti sul dispositivo. Con l’esplicito consenso dell’utente, un assistente alternativo potrebbe così, ad esempio, preparare messaggi, creare appuntamenti, offrire traduzioni o svolgere flussi di lavoro tra diverse app. Google dovrà concedere ai servizi concorrenti l’accesso a condizioni comparabili a quelle previste per le proprie offerte di IA.
La Commissione considera le decisioni una precisazione di obblighi esistenti, non una nuova regolamentazione. Aveva avviato i procedimenti il 27 gennaio 2026, dopo che i colloqui sull’attuazione con Alphabet si erano rivelati insufficienti. Per quanto riguarda i dati di ricerca, secondo l’autorità Google aveva rimosso nella sua proposta originaria tra il 90 e il 100% delle query di ricerca uniche dal set di dati e aveva in larga misura escluso i chatbot di IA.
Google ha criticato duramente le decisioni. Kent Walker, presidente del gruppo responsabile degli affari globali, ha avvertito che le misure potrebbero compromettere importanti garanzie per la privacy e la sicurezza di milioni di europei. La Commissione sottolinea invece l’esistenza di meccanismi di protezione tecnici, contrattuali e controllati. Intende monitorare attentamente l’attuazione delle prescrizioni su Android nei prossimi due anni.
Fonti
- Commissione europea – Comunicazione su Google, Android e dati di ricerca
- Commissione europea – Procedimento DMA sulla condivisione dei dati di ricerca di Google
- Commissione europea – Procedimento DMA sull’interoperabilità dei servizi di IA su Android