Indietro

Nachrichten.fr · July 3, 2026

“Ma Dalton” condannata a 25 anni di reclusione: condanna nel caso di omicidio di Corinne Di Dio (1995)

Versailles – 03.07.2026: La corte d’assise delle Yvelines ha condannato venerdì la 79enne Marie‑Thérèse Garcia, spesso indicata dai media come “Ma Dalton”, a 25 anni di reclusione. Il tribunale ha ritenuto provato che nel 1995 abbia sequestrato, privato della libertà e ucciso la sua ex cognata Corinne Di Dio. La sentenza arriva più di tre decenni dopo il ritrovamento del corpo e segna la conclusione di un lungo procedimento giudiziario.

Corinne Di Dio scomparve nella primavera del 1995. Alla fine di giugno dello stesso anno il suo corpo fatto a pezzi fu recuperato in una cassa nella Senna. Nonostante indagini approfondite, il caso rimase per molto tempo irrisolto. Solo successive analisi delle tracce e una rivalutazione delle testimonianze portarono all’imputazione di Garcia e di un altro sospettato. In tribunale l’accusa aveva chiesto 30 anni di carcere, sottolineando la gravità dei fatti e la continuità degli indizi a carico.

Il coimputato Antonio Marquez Gomez, a cui erano contestati gli stessi reati, è stato assolto. I suoi difensori avevano messo in evidenza dubbi sulla prova e l’assenza di un collegamento probante con gli elementi del reato. Dopo l’assoluzione Marquez Gomez ha lasciato l’aula visibilmente scosso. Il procuratore generale può esaminare ricorsi entro i termini di legge.

La difesa di Garcia ha richiamato la sua età avanzata, problemi di salute e contraddizioni nelle dichiarazioni. La corte ha preso atto di tali rilievi, ma ha ritenuto che la somma delle prove fosse comunque sufficiente per una condanna. Nella motivazione resa pubblica il tribunale ha rinunciato, per ragioni di protezione delle vittime e dei testimoni, a dettagliare singoli elementi probatori. La pena inflitta è inferiore al massimo richiesto dall’accusa, ma secondo osservatori del processo riflette comunque la gravità dei fatti.

Il processo a Versailles è stato seguito da familiari, operatori della stampa e osservatori del mondo giudiziario. Ha messo in luce le difficoltà legate ai cold case: archivi, il ricordo dei testimoni dopo decenni e il ruolo delle tecniche di laboratorio moderne nella rivalutazione delle tracce. Allo stesso tempo la sentenza dimostra che indagini pluriennali possono arrivare a decisioni giudiziarie anche dopo un notevole lasso di tempo.

La sentenza non è ancora definitiva. Garcia rimane in custodia; nei prossimi giorni si deciderà su eventuali ricorsi. Per la famiglia della vittima il verdetto rappresenta una chiusura formale in sede giudiziaria, anche se molte domande su movente, dinamica e possibili complici continueranno a essere dibattute pubblicamente.

Fonti

  • Franceinfo
  • Le Parisien
  • Le Dauphiné