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Nachrichten.fr · June 14, 2026

Macron aumenta le multe per i consumatori di droghe: politica simbolica o cambiamento strategico?

Una frase, un segnale: “Essere ubriachi non è qualcosa da celebrare.” Con questa dichiarazione, il presidente francese Emmanuel Macron ha rafforzato il 16 dicembre 2025 a Marsiglia l’annuncio dell’aumento della multa per il consumo di droga a 500 euro. Questa misura mira a irrigidire la politica sulle droghe – ma i critici la definiscono una politica simbolica senza sostanza.

Una misura che dà un segnale

In uno scambio con i lettori del quotidiano regionale La Provence, Macron ha annunciato che la cosiddetta amende forfaitaire délictuelle (AFD) – la multa fissa per il possesso o il consumo di droghe illegali – passerà dai precedenti 200 euro a 500 euro. La ragione del presidente è molto chiara: “Bisogna colpire il portafoglio – essere ubriachi non è una festa.”

Questa normativa sulle sanzioni è stata introdotta nel 2020 dall’allora ministro dell’Interno Gérald Darmanin per ridurre il carico su polizia e magistratura. Permette di multare gli assuntori di droga sul posto senza lunghe procedure. Secondo i dati governativi, sono state inflitte circa 350.000 di queste multe dal 2020 al 2023. Finora la multa standard è di 200 euro, con uno sconto per il pagamento rapido (€150) e un aumento per il pagamento tardivo (€450).

Con la nuova regolamentazione annunciata, l’importo standard aumenta del 150% – una mossa decisa che, secondo il signor Macron, aiuterà a “mantenere i consumatori responsabili.”

Marsiglia come punto caldo per la criminalità legata alla droga

La dichiarazione di Macron non è avvenuta casualmente a Marsiglia. La seconda città più grande della Francia è da tempo il centro delle discussioni sul crimine legato alla droga, i conflitti tra bande e la violenza della polizia. Solo nel 2023, secondo i dati ufficiali, 47 persone sono morte a causa di dispute tra bande di spacciatori – molti di loro sotto i 25 anni.

Dal 2021, Macron ha dichiarato la guerra al traffico di droga una priorità nazionale – equivalente alla guerra al terrorismo. In questo contesto, la recente misura è intesa come parte di un processo continuo di inasprimento delle politiche. Macron ha inoltre annunciato che la riscossione delle multe sarà effettuata in modo più efficace. Attualmente, il tasso di pagamento delle multe è inferiore al 50% – molte multe nella pratica non hanno ancora un impatto effettivo.

Critiche dalle autorità locali e dagli esperti

Il sindaco di Marsiglia, Benoît Payan (PS), ha espresso scetticismo su questa dichiarazione. Ha dichiarato ai media di avere dubbi sull’effetto preventivo: “Credete che qualcuno disposto ad accettare una multa di 200 euro sarà dissuaso da 500 euro?” Questa misura non risolverà il vero problema – che è il traffico di droga organizzato.

Gli esperti di dipendenze e i rappresentanti del movimento di prevenzione sottolineano inoltre che pene più severe senza misure sociali e mediche di accompagnamento sono spesso inefficaci. Il sociologo francese Laurent Mucchielli ha dichiarato in un’intervista del 2023 a Le Monde riguardo alla “messa in scena della severità nella repressione,” che contribuisce molto poco a risolvere il problema.

Inoltre, la relazione tra consumo e traffico rimane molto complessa. Sebbene l’uso di sostanze proibite come cannabis, cocaina e droghe sintetiche in Francia, secondo Eurobarometro 2024, sia superiore alla media europea, la strategia repressiva ha poco impatto sull’offerta. La Francia resta uno dei paesi più importanti nelle rotte della droga tra Africa, Sud America ed Europa.

Confronto con l’Europa

La politica antidroga francese è in netto contrasto con gli sviluppi di altri paesi europei. Ad esempio, in Portogallo, il consumo di piccole quantità è considerato dal 2001 un illecito amministrativo, non penale — con un focus sul trattamento piuttosto che sulla punizione. Anche la Germania ha introdotto la parziale legalizzazione della cannabis a condizioni rigorose a partire dal 2025. La Svizzera si concentra sempre di più sulla prevenzione e sulla distribuzione controllata in progetti pilota.

In questo contesto, la politica francese è vista come un’eccezione che tende verso una repressione continua. I critici accusano il governo di affidarsi a segnali comuni di legge e ordine, mentre le cause strutturali — povertà, mancanza di prospettive, insufficiente politica sociale — rimangono irrisolte.

La strategia di Macron mira chiaramente a restringere il discorso pubblico sulla responsabilità del consumatore. Ma se multe più alte effettivamente riducano il consumo rimane discutibile – soprattutto quando i pagamenti spesso non vengono effettuati neppure al livello precedente. A questo proposito, la misura sembra principalmente intesa come un segnale politico: lo Stato vuole dimostrare fermezza, soprattutto poiché la fiducia nel suo potere è diminuita.

Autore: P. Tiko