Fontainebleau – 16.07.2026: Il presidente Emmanuel Macron, durante una visita nella foresta di Fontainebleau, duramente colpita dal fuoco, ha avvertito di una nuova dimensione del pericolo di incendi boschivi in Francia. Il Paese non si era confrontato dalla fine della Seconda guerra mondiale con una concentrazione comparabile di pressione degli incendi in così tante regioni contemporaneamente, ha affermato Macron. Secondo le informazioni più recenti, dall’inizio dell’anno sarebbero bruciati circa 35.000 ettari.
La visita del capo dello Stato segue diversi giorni di incendi eccezionalmente gravi nel massiccio di Fontainebleau, a sud-est di Parigi. Dal 12 luglio, secondo rapporti concordanti sulla situazione, le fiamme hanno colpito circa 2.000 ettari di vegetazione. L’area è tra i più importanti paesaggi forestali della Francia e si trova a circa 60 chilometri dalla capitale. Dopo una notte tranquilla, le squadre di intervento hanno segnalato una situazione più stabile, ma sono rimaste sul posto in stato di allerta.
La serie di incendi ha posto sotto pressione, al tempo stesso, la politica interna e climatica francese. Macron ha inserito la lotta contro gli incendi della vegetazione in un contesto nazionale: non sono più coinvolte soltanto le regioni mediterranee tradizionalmente particolarmente esposte, ma ormai anche aree del nord e della regione metropolitana di Parigi. Ciò modifica la geografia del rischio su cui finora si sono basati la prevenzione, le risorse antincendio e la pianificazione degli interventi.
A Fontainebleau, vigili del fuoco, Gendarmeria e altri servizi statali sono stati mobilitati in forze fin dall’inizio dell’intervento. La Gendarmeria aveva inizialmente impiegato circa 100 agenti per mettere in sicurezza le aree a rischio, sostenere le evacuazioni e mantenere libere le vie di accesso. In precedenza, gli abitanti dei comuni di Achères-la-Forêt e Le Vaudoué erano stati portati in salvo a titolo precauzionale. Le indagini su diversi focolai proseguono sotto la direzione della magistratura di Fontainebleau.
Il presidente ha accompagnato il suo avvertimento con un riferimento al carico eccezionale sui servizi di soccorso. Secondo la Gendarmeria, fino al 13 luglio erano stati registrati quasi 10.000 incendi della vegetazione a livello nazionale; all’epoca la superficie distrutta stimata era di circa 32.000 ettari. Il bilancio più recente di circa 35.000 ettari citato da Macron indica un ulteriore aggravamento negli ultimi giorni.
Il governo aveva già preparato la stagione degli incendi boschivi all’inizio di giugno con investimenti aggiuntivi. Il Ministero dell’Interno ha ordinato altri due aerei antincendio Canadair, che dovrebbero affiancare la flotta allora composta da dodici velivoli. Dal 2022 sono stati inoltre stanziati fondi considerevoli per mezzi aerei, prevenzione e coordinamento tra Stato e comuni. L’incendio di Fontainebleau mostra tuttavia che il potenziamento delle risorse coincide con una rapida espansione geografica del pericolo.
Politicamente, la visita assume quindi un duplice significato. Macron dimostra sostegno alle squadre di intervento e chiarisce al contempo che gli incendi boschivi non possono più essere trattati come un problema regionale stagionale. Per lo Stato, la questione ora è se le strutture esistenti di protezione civile, gestione forestale e preparazione locale alle crisi debbano essere orientate verso una stagione degli incendi più lunga e più intensa a livello nazionale.
Fonti
- Franceinfo
- Gendarmerie nationale
- Le Monde
- Ministero dell’Interno
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