Con una formulazione insolitamente netta, il presidente francese Emmanuel Macron ha inviato un forte segnale alle forze armate francesi, ai partner europei e ai potenziali avversari poche ore prima della parata militare per la Festa nazionale del 14 luglio. Nel suo tradizionale discorso alle forze armate, il capo dello Stato ha dichiarato che la Francia, insieme ai suoi alleati, e’ pronta a “difendere la liberta’ e il diritto – se necessario al prezzo del sangue”. Queste parole rientrano tra le dichiarazioni piu’ incisive in materia di politica di sicurezza dei suoi quasi dieci anni di presidenza e sottolineano il cambiamento fondamentale della dottrina di difesa francese dall’attacco russo all’Ucraina.
L’Europa deve diventare una potenza autonoma
Macron ha collocato il suo discorso nel contesto di un ordine internazionale di sicurezza profondamente mutato. La guerra in Ucraina, le crescenti tensioni geopolitiche e l’incertezza sul ruolo a lungo termine degli Stati Uniti avrebbero costretto l’Europa a ridefinire la propria responsabilita’ in materia di sicurezza.
Secondo il presidente, l’Europa si sta evolvendo sempre piu’ in una potenza strategica autonoma. Il messaggio alla comunita’ internazionale e’ inequivocabile: la pace resta l’obiettivo prioritario, ma la liberta’ e lo Stato di diritto devono, se necessario, essere difesi anche militarmente.
Affermando che la Francia e’ pronta a pagare per questo “il prezzo del sangue”, Macron ha fatto deliberatamente ricorso a un linguaggio storico, che richiama le tradizionali dichiarazioni di disponibilita’ al sacrificio dei presidenti francesi. Al tempo stesso ha evitato qualsiasi minaccia diretta nei confronti di un avversario specifico. Ha piuttosto sottolineato la disponibilita’ della Francia a proteggere, se necessario anche con mezzi militari, i propri interessi di sicurezza e quelli dei partner europei.
Omaggio alle forze armate francesi
Macron ha accompagnato il suo messaggio di politica di sicurezza con un esplicito omaggio alle soldatesse e ai soldati francesi. Ha ricordato coloro che sono caduti per la Francia nelle missioni all’estero o che hanno subito lesioni permanenti nel corpo e nell’anima.
La formulazione ha conferito al suo discorso una dimensione personale. Ha chiarito che, per il presidente, la disponibilita’ all’impiego militare e’ inseparabilmente legata al riconoscimento dei sacrifici compiuti da decenni dai membri delle forze armate nelle operazioni in Africa, in Medio Oriente o nelle missioni internazionali.
Al contempo, Macron ha fatto appello allo Stato affinche’ garantisca in modo permanente il sostegno ai soldati e alle loro famiglie, senza sacrificarlo a future misure di risparmio.
Appello per una difesa europea comune
Il presidente ha posto un ulteriore accento sulla cooperazione europea nell’industria della difesa. Nonostante le numerose difficolta’ nei progetti congiunti di armamento, si e’ nuovamente espresso a favore di una cooperazione piu’ stretta all’interno dell’Europa.
Particolarmente significativa e’ stata la sua critica alle iniziative nazionali isolate. Sarebbe un'”assurdita'” se ogni Stato europeo tentasse di sviluppare autonomamente tutte le capacita’ militari. Considerate le risorse finanziarie limitate e le crescenti sfide alla sicurezza, l’Europa puo’ rafforzare la propria capacita’ di difesa soltanto attraverso lo sviluppo, la produzione e l’acquisizione comuni di moderni sistemi d’arma.
Macron ha cosi’ rinnovato la sua richiesta, sostenuta da anni, di una maggiore autonomia strategica europea. Sebbene progetti come il programma di aereo da combattimento franco-tedesco-spagnolo SCAF abbiano recentemente subito notevoli battute d’arresto, Parigi resta fedele all’idea di un’industria europea della difesa efficiente.
Bilancio di una presidenza in materia di sicurezza
Il discorso ha avuto anche un carattere simbolico. E’ stato l’ultimo discorso di Macron alle forze armate prima di una Festa nazionale in qualita’ di presidente in carica. Poiche’ il suo secondo mandato termina nella primavera del 2027 secondo la Costituzione francese, ha colto l’occasione per tracciare un bilancio della sua politica di difesa.
Dal suo insediamento nel 2017, la Francia ha aumentato costantemente le proprie spese per la difesa e accelerato la modernizzazione delle forze armate. Parallelamente, la capacita’ d’azione militare dell’Europa ha acquisito un’importanza crescente. La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha ulteriormente accelerato questo sviluppo, portando al centro della politica estera e di sicurezza francese le questioni della deterrenza, della produzione di armamenti e della cooperazione europea.
Nel suo discorso Macron ha sottolineato che durante la sua presidenza la Francia non solo ha rafforzato le proprie capacita’ militari, ma ha anche contribuito in misura decisiva al risveglio strategico dell’Europa.
Un segnale ad alleati e avversari
Il discorso evidenzia il cambiamento della politica di sicurezza francese in un’epoca di crescente incertezza geopolitica. Sebbene la Francia abbia tradizionalmente formulato la pace come obiettivo prioritario della propria politica estera, oggi Parigi collega questo obiettivo in modo molto piu’ marcato alla deterrenza militare e a una credibile disponibilita’ alla difesa.
La formulazione di Macron sul “prezzo del sangue” va quindi interpretata meno come l’annuncio di un imminente conflitto militare che come l’espressione di un nuovo atteggiamento strategico. La Francia vuole chiarire che la liberta’, la sicurezza territoriale e il diritto internazionale non possono essere garantiti soltanto attraverso appelli diplomatici.
Il discorso si inserisce cosi’ nella strategia francese di lungo periodo volta a rendere l’Europa piu’ indipendente in materia di sicurezza e, al contempo, a rafforzare la capacita’ di deterrenza nei confronti di possibili aggressori. Sullo sfondo della guerra in corso in Ucraina e di un ordine internazionale sempre piu’ instabile, il messaggio e’ il seguente: l’Europa aspira alla pace, ma e’ pronta a difenderla, se necessario, anche militarmente.
Autore: P. Tiko