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Nachrichten.fr · May 16, 2026

Macron: voci dall’aereo presidenziale – perché tutta la Francia parla di Golshifteh Farahani

Parigi ama i casi politici. Ancora di più la capitale ama le storie in cui potere, gelosia e glamour si mescolano come lo champagne a un ricevimento all’Élysée. Proprio per questo un nuovo libro su Emmanuel e Brigitte Macron sta facendo così tanto rumore.

Al centro c’è una scena che già nel 2025 fece il giro del mondo.

Allora, ad Hanoi, si aprì la porta dell’aereo presidenziale, le telecamere stavano filmando – e all’improvviso sembrò che Brigitte Macron facesse al marito un gesto brusco verso il viso. Solo pochi secondi. Sfocati. Ma sufficienti perché Internet trattenesse il respiro all’unisono.

L’Élysée minimizzò l’incidente. “Un gesto innocuo”, fu il giudizio all’epoca. Forse un malinteso. Forse solo un angolo di ripresa sfortunato. Ma proprio questi momenti, nell’era dei social network, funzionano come una scintilla sull’erba secca.

Ora il giornalista Florian Tardif, con il suo libro Un couple (presque) parfait, getta nuovo olio sul fuoco.

Secondo la sua ricostruzione Brigitte Macron avrebbe scoperto sul cellulare del presidente dei messaggi dell’attrice franco-iraniana Golshifteh Farahani. Si parla di una “relazione platonica”, ma anche di messaggi che parevano nettamente più personali di quanto non piaccia a un consigliere presidenziale.

Frasi come ‘La trovo molto carina’ sarebbero state scambiate.

Ma è davvero così? Proprio qui inizia il problema.

Fino a oggi non esiste alcuna prova pubblica a sostegno di questa versione. Non sono stati resi noti messaggi né documenti confermati. L’entourage di Brigitte Macron smentisce categoricamente le affermazioni. I confidenti della Première dame dichiarano addirittura che lei non guarda mai il cellulare del marito.

Anche Golshifteh Farahani stessa aveva già smentito in passato le voci su una presunta vicinanza a Emmanuel Macron. Tali speculazioni, disse una volta, rivelano soprattutto una “mancanza d’amore” in chi le diffonde.

Eppure la Francia torna a discutere.

Perché, in effetti?

Perché la storia si adatta perfettamente all’immagine che molti hanno ormai dei Macron: una coppia fuori dal comune, costantemente osservata, analizzata e interpretata. Ogni sguardo, ogni movimento, ogni piccola irritazione si trasforma immediatamente in teatro nazionale.

A questo si aggiunge la figura quasi cinematografica di Farahani.

L’attrice è da anni considerata una personalità sfaccettata – di successo internazionale, politicamente impegnata, costretta all’esilio dall’Iran, al contempo misteriosa e anticonformista. In poche parole: il tipo di figura da cui nascono le moderne leggende mediatiche.

L’aspetto veramente interessante però sta altrove.

Il caso mostra quanto sia scomparsa la linea tra vita privata e messa in scena politica. Un tempo un breve momento su una scaletta d’aereo avrebbe forse attirato qualche paparazzo. Oggi bastano tre secondi di video perché milioni di persone in tutto il mondo vi proiettino le proprie storie.

Un po’ di politica.
Un po’ di pettegolezzo.
Un po’ di dramma da Netflix.

E zac – parte subito la modalità serie globale.

Se l’incidente potrà mai essere chiarito resta dubbio. Il giornalista si appella alle sue ricerche. L’Élysée smentisce. I coinvolti negano. Per ora è certa solo una cosa: la fascinazione per la coppia Macron resta intatta.

La Francia non ama solo i presidenti.

La Francia ama le storie sui presidenti.

Di C. Hatty