Parigi – 24.07.2026: L’eurodeputata Manon Aubry di La France insoumise ha accusato il governo francese di aver trascurato sul piano politico la lotta contro gli incendi boschivi e di vegetazione. Nel programma “Les 4V” su France 2, ha collegato gli incendi attuali a quella che, a suo avviso, e’ un’insufficiente preparazione dello Stato all’adattamento ai cambiamenti climatici. La sua critica non riguarda quindi soltanto la protezione civile, ma anche la politica di lungo periodo in materia di rischi e ambiente.
L’accusa arriva in una stagione che gia’ all’inizio di luglio aveva registrato una marcata intensificazione. Il 2 luglio il governo ha convocato a Marsiglia una cellula di crisi interministeriale. Secondo i dati comunicati allora, dall’inizio della stagione erano stati registrati quasi 7000 focolai. L’avvio precoce degli incendi e’ stato spiegato dallo stesso esecutivo con il persistere di caldo, siccita’ e una situazione di rischio anticipata di due o tre settimane rispetto agli anni precedenti.
La dichiarazione di Aubry va intesa soprattutto come una valutazione politica, non come il bilancio accertato di un fallimento delle autorita’. Dal canto suo, il governo richiama il rafforzamento della prevenzione, della pianificazione degli interventi e dell’informazione. Dal giugno 2023, Météo-France pubblica quotidianamente una previsione del pericolo di incendi boschivi e di vegetazione. Inoltre, da giugno fino all’inizio di settembre 2026 e’ in corso una campagna nazionale di prevenzione. Il suo obiettivo e’ in particolare prevenire gli incendi causati dal comportamento umano.
Tuttavia, la sfida strutturale e’ indiscutibile. Secondo il Ministero dell’Ambiente, la Francia, Corsica compresa, dispone di 17,6 milioni di ettari di superficie forestale. Temperature piu’ elevate, suoli secchi e vento favoriscono l’innesco e la rapida propagazione degli incendi. Secondo i dati statali, nove incendi boschivi e di vegetazione su dieci hanno cause umane. La prevenzione comprende quindi sia norme di comportamento sia l’obbligo di rimuovere la vegetazione combustibile attorno agli edifici nelle aree particolarmente a rischio.
Questo obbligo di protezione mediante sfalcio e diradamento si applica ormai in 52 dipartimenti; l’attuazione concreta e’ definita di volta in volta da ordinanze prefettizie. Inoltre, la legge del 10 luglio 2023 ha ampliato gli strumenti giuridici per la prevenzione degli incendi boschivi. Il governo presenta questa combinazione di prevenzione, politica informativa e forze di intervento come risposta a un rischio che si estende geograficamente oltre le tradizionali regioni mediterranee.
Sul piano politico, la controversia rimanda a un conflitto classico dell’adattamento climatico: le opposizioni misurano la prevenzione sulla base dei danni visibili di una situazione acuta, mentre i governi la valutano in base agli strumenti gia’ creati e alle risorse impiegate. Aubry chiede chiaramente una maggiore priorita’ per gli investimenti pubblici e per le misure preventive. Se da cio’ nascera’ un’iniziativa parlamentare concreta e’ rimasto aperto dopo l’intervista televisiva. Il dibattito dovrebbe comunque proseguire finche’ caldo e siccita’ manterranno elevato il rischio di incendi in vaste parti della Francia.
Fonti
- Franceinfo
- Ministero francese della Transizione ecologica
- Governo francese
- Ministero dell’Interno francese