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Nachrichten.fr · July 6, 2026

Marine Le Pen: La lunga strada dal Front National al banco degli imputati

Pochissime politiche hanno segnato così profondamente la destra francese negli ultimi tre decenni come Marine Le Pen. Ciò che cominciò come un’eredità familiare si è trasformato in un profondo progetto di trasformazione politica: dal Front National fondato da suo padre ha plasmato un partito che si è fatto strada dal margine politico fino al centro del sistema partitico francese. Si è candidata alla presidenza tre volte, arrivando al ballottaggio in due occasioni. Oggi, però, il suo futuro politico non viene più deciso soltanto alle urne, ma anche in tribunale.

I primi passi all’ombra del padre

Quando Marine Le Pen aderì al Front National nel 1986 all’età di 18 anni, il partito era considerato un movimento di protesta di influenza limitata. Fondato da suo padre Jean-Marie Le Pen, era soprattutto noto per le sue posizioni nazionaliste e per i suoi atti provocatori. La giurista laureata lavorò inizialmente come avvocata, prima di dedicarsi progressivamente a tempo pieno all’attività di partito.

Nel 1998 entrò nella direzione nazionale del partito. Lì si distinse rapidamente come la più abile comunicatrice di una generazione più giovane, che comprese che il successo politico si poteva assicurare nel lungo periodo solo attraverso una modernizzazione del partito.

L’ascesa a livello europeo

Con la sua elezione al Parlamento europeo nel 2004 iniziò la vera carriera nazionale di Marine Le Pen. Durante i tredici anni trascorsi a Strasburgo e Bruxelles aumentò la sua notorietà e costruì la sua rete internazionale.

Proprio questo periodo avrebbe però, anni dopo, avuto importanti ripercussioni giudiziarie. L’impiego di assistenti parlamentari al Parlamento europeo fu il punto di partenza delle indagini che portarono infine alla sua condanna per appropriazione indebita di fondi europei.

La presa del potere e la strategia della destigmatizzazione

Il 16 gennaio 2011 Marine Le Pen assunse la presidenza del Front National dal padre. Questo passaggio di leadership segnò molto più di un semplice cambio generazionale. Iniziò un cambiamento strategico che avrebbe modificato radicalmente l’immagine del partito.

Sotto il motto della “destigmatizzazione” Le Pen cercò di staccare l’immagine del Front National dalle posizioni apertamente estremiste. Le affermazioni più radicali di suo padre divennero sempre più un peso. La presa di distanza culminò infine con l’espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partito.

Sul piano del programma Marine Le Pen mise maggiormente in rilievo il potere d’acquisto, la sicurezza sociale e la sovranità nazionale, mentre la retorica classica anti-UE e anti-immigrazione restò, ma venne presentata in modo decisamente più professionale.

La svolta nelle elezioni presidenziali

Già alla sua prima candidatura presidenziale nel 2012 Marine Le Pen ottenne il 17,9 percento, il miglior risultato nella storia del partito fino ad allora.

Cinque anni dopo riuscì per la prima volta ad accedere al ballottaggio contro Emmanuel Macron. Pur perdendo nettamente con il 33,9 percento dei voti, il secondo turno segnò un successo storico per la destra francese. Un dibattito televisivo con Macron giudicato debole probabilmente impedì allora un esito più ravvicinato.

Nel 2018 compì probabilmente il gesto simbolico più importante della sua riforma di partito: il Front National fu ufficialmente rinominato Rassemblement National. Il nuovo nome doveva segnare la rottura definitiva con i fardelli storici del Front National e attrarre fasce di elettorato più borghesi.

La normalizzazione di un tempo partito di protesta

Le elezioni presidenziali del 2022 confermarono quanto fosse cambiato l’equilibrio politico in Francia. Marine Le Pen arrivò nuovamente al ballottaggio e aumentò la sua quota di voti al 41,45 percento — il miglior risultato ottenuto da una candidata nazionalista di destra in una elezione presidenziale francese.

Pochi settimane dopo arrivò un altro traguardo. Alle elezioni legislative il Rassemblement National ottenne 89 seggi all’Assemblée Nationale. Da un partito politicamente isolato per decenni, era diventata una delle forze di opposizione più forti della Francia.

Questa evoluzione rifletteva un cambiamento fondamentale nel panorama dei partiti francesi. I partiti tradizionali persero progressivamente rilevanza, mentre il Rassemblement National veniva sempre più percepito come un’alternativa politica stabile.

La svolta giudiziaria

Parallelamente ai successi politici, tuttavia, un procedimento giudiziario in corso da anni assunse sempre maggiore rilievo.

Nel dicembre 2023 Marine Le Pen, insieme ad altri dirigenti del Rassemblement National, fu rinviata a giudizio presso il tribunale penale di Parigi. L’accusa sosteneva che fossero stati utilizzati impropriamente fondi del Parlamento europeo, impiegando assistenti parlamentari prevalentemente per compiti del partito.

Il 31 marzo 2025 il tribunale dichiarò Marine Le Pen colpevole. La sentenza fu eccezionalmente severa: quattro anni di carcere, parte dei quali eseguibili con sorveglianza elettronica, una multa di 100.000 euro e cinque anni d’incandidabilità con effetto immediato. Così la sua programmata candidatura alle presidenziali del 2027 fu messa immediatamente in pericolo.

Marine Le Pen respinge tutte le accuse e ha presentato appello contro la sentenza.

Un anno cruciale per la destra francese

Nel 2026 l’attenzione è rivolta al processo d’appello. Il suo esito deciderà non solo il futuro personale di Marine Le Pen, ma anche l’orientamento strategico dell’intero Rassemblement National.

Se la sentenza fosse annullata o l’incandidabilità revocata, Marine Le Pen potrebbe candidarsi per la quarta volta alla presidenza. Se la decisione venisse invece confermata, il leader di partito Jordan Bardella si profilerebbe in primo piano come candidato presidenziale.

Indipendentemente dall’esito giudiziario, l’eredità politica di Marine Le Pen è già oggi indiscussa. Nessuna personalità ha plasmato così profondamente il cambiamento della destra francese dagli anni Novanta. Da un partito di protesta permanentemente marginale ha creato una forza politica che per un periodo è stata considerata la più concreta sfidante dell’establishment. Se potrà ancora una volta aspirare al più alto incarico dello Stato non dipende più principalmente dalla concorrenza politica, ma dalla giustizia francese.

Autore: P. Tiko