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Nachrichten.fr · June 20, 2026

Massicce spiaggiate di sargasso nei Caraibi compromettono le regioni costiere

Parigi – 20.06.2026: Nei Caraibi continuano spiaggiate eccezionalmente intense di alghe sargasso che gravano ugualmente sull’ambiente e sulla popolazione. Le alghe brune, che dal primo ventunesimo secolo abitano sempre più l’Oceano Atlantico, hanno raggiunto nei mesi scorsi quantità record e stanno influenzando sempre più le zone costiere.

I dati satellitari di maggio 2026 mostrano le più alte concentrazioni finora della biomassa di sargasso, soprattutto nel Mar dei Caraibi e nel Golfo del Messico. La stagione di queste alghe si estende generalmente da maggio fino ad agosto, con un picco previsto nei mesi estivi di giugno e luglio. Gli esperti prevedono quindi un ulteriore aumento nelle prossime settimane.

Particolarmente colpita dagli effetti è la regione francese dei Caraibi. Sull’isola di La Désirade, davanti a Guadalupa, le masse di alghe si accumulano al punto da ridurre notevolmente la qualità dell’aria e causare disturbi sanitari alla popolazione. Anche le spiagge di Diamant, a Martinica, sono coperte da uno spesso strato di sargasso, il che ne limita notevolmente l’uso come luoghi di svago.

Le cause principali della diffusione intensificata delle alghe sargasso sono multifattoriali. Esse si sviluppano al largo della costa occidentale africana e raggiungono i Caraibi tramite correnti oceaniche. Inoltre, l’aumento dei nutrienti, soprattutto provenienti dal bacino amazzonico, favorisce la crescita rapida e la moltiplicazione massiccia delle alghe.

La decomposizione della biomassa di sargasso sulle spiagge libera idrogeno solforato, un gas tossico che può provocare gravi problemi di salute, in particolare alle persone con disturbi respiratori. Anche l’ambiente soffre: lo spesso strato di alghe minaccia gli ecosistemi costieri e ha un impatto negativo sull’economia locale, in particolare sul turismo, che rappresenta una fonte importante di reddito per le isole.

Per contenere gli effetti dell’invasione di alghe, le zone interessate stanno adottando diverse misure. Tra queste ci sono la rimozione meccanica delle alghe dalle spiagge, l’installazione di barriere galleggianti per ridurre la spiaggiata e iniziative per un utilizzo sostenibile della biomassa, ad esempio come fertilizzante organico o fonte di energia.

Nonostante queste contromisure, la situazione resta critica. Scienziati e autorità regionali sottolineano l’urgenza di cooperazioni internazionali per sviluppare strategie efficaci per il controllo a lungo termine delle spiaggiate di sargasso. Solo con sforzi congiunti è possibile garantire la protezione ambientale e migliorare la qualità della vita delle popolazioni coinvolte.

L’attuale situazione mette in evidenza la complessità dei cambiamenti ambientali derivanti dalle attività umane e dai fattori climatici. La problematica del sargasso richiede soluzioni sostenibili coordinate a livello globale per ridurre a lungo termine gli effetti negativi nella regione caraibica.

Fonti

  • Sargassum Report