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Nachrichten.fr · July 4, 2026

Migliaia di morti e decine di migliaia di dispersi dopo il doppio terremoto in Venezuela

La Guaira – 04.07.2026: Nove giorni dopo due forti terremoti nel nord del Venezuela il bilancio ufficiale delle vittime è aumentato in modo significativo. Il Ministero dell’Informazione ha quantificato l’ultimo numero dei morti in 2.645, sostituendo così i precedenti conteggi più bassi. Le Nazioni Unite stimano provvisoriamente il numero dei dispersi intorno a 50.000. Le organizzazioni umanitarie avvertono che il bilancio potrebbe crescere ulteriormente, perché in diversi luoghi intere file di case sono ancora inaccessibili.

La regione costiera intorno a La Guaira è stata particolarmente colpita, dove palazzi residenziali di più piani e vecchie strutture portuali sono in parte completamente crollati. Le squadre di intervento riportano situazioni complesse in quartieri densamente edificati, in cui cumuli di macerie ostacolano l’avanzamento dei mezzi pesanti. Volontari e squadre di soccorso professionali lavorano a turni, ma incontrano carenze di escavatori, cuscini di sollevamento, generatori e apparecchiature per le ricerche. Anche l’identificazione delle vittime procede lentamente, poiché i laboratori sono danneggiati e le capacità mobili vengono allestite solo gradualmente.

Attori internazionali hanno promesso i primi contingenti di rifugi di emergenza, impianti di trattamento dell’acqua e materiali medici. Secondo le Nazioni Unite, le priorità attuali sono acqua potabile, elettricità d’emergenza, servizi igienico-sanitari e protezione per le famiglie che si trovano nei campi provvisori. In diversi comuni è stato proclamato lo stato di emergenza; scuole, palestre e chiese fungono da punti di raccolta. Le catene logistiche restano fragili: parti della rete stradale sono interrotte, ponti danneggiati, il traffico dei traghetti e l’attività portuale operano solo in modo limitato. Questo ritarda la distribuzione degli aiuti verso le località costiere più isolate.

I sismologi sottolineano che le strisce costiere densamente abitate del paese si trovano nei pressi di faglie attive. Dopo il doppio terremoto del 24 giugno si sono verificate numerose repliche, che mettono ulteriormente a rischio gli edifici già indeboliti. Squadre di ingegneri stanno valutando quali edifici possono essere messi in sicurezza rapidamente e dove le demolizioni sono inevitabili. Le autorità invitano chi rientra alla cautela e richiedono il nulla osta tecnico prima di farvi ritorno nelle abitazioni.

Il governo coordina le operazioni di ricerca e soccorso con le amministrazioni regionali e i partner internazionali. Le organizzazioni di soccorso premono per procedure doganali e di trasporto più rapide per i beni destinati al soccorso, nonché per l’ampliamento del sostegno psicosociale. Nel frattempo cresce la domanda di alloggi: migliaia di famiglie hanno perso la propria casa, altre fuggono da edifici danneggiati per timore delle repliche. Gli osservatori ritengono che la ricostruzione richiederà mesi o anni e impegnerà risorse significative. Quante persone risulteranno alla fine disperse si chiarirà solo quando gli elenchi registrati saranno confrontati con i dati raccolti sul posto.

Fonti

  • Reuters
  • Associated Press
  • United Nations (GENEVA/UNHCR/UNICEF)
  • TF1 Info
  • Le Monde
  • franceinfo