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Nachrichten.fr · July 20, 2026

Miki dà al dicibile un ritornello pop

Parigi – 20.07.2026: È solo una frase, inserita in una canzone pop dal ritmo elastico, ed è proprio per questo che resta impressa. Nella rubrica di Franceinfo trasmessa oggi sulle nuove voci femminili della scena francese della chanson e del pop, “Cartoon Sex” di Miki passa in primo piano. Il brano mostra come una giovane artista porti nel proprio linguaggio musicale una possibile esperienza di violenza senza enfasi patetica, ma anche senza eluderla.

Miki, cantante francese che si esibisce con questo nome d’arte, punta su un’estetica pop che richiama console per videogiochi, fumetti e camera da letto: brevi figure elettroniche, una melodia quasi infantile, un ritornello che scompone ritmicamente il suo nome. Poi compare, quasi incidentalmente, l’affermazione che un allenatore di tennis l’avrebbe toccata dove non avrebbe dovuto. La frase rimanda a un’aggressione sessuale, senza nominare l’autore né dilungarsi nei dettagli.

Questa riservatezza non è mancanza di chiarezza. Al contrario: la leggerezza musicale accentua il contrasto. Miki non presenta una confessione, costruisce una canzone che traduce lo smarrimento in un linguaggio frammentato. L’immagine del ping pong, che segue immediatamente la frase, rende udibile l’inquietudine interiore: i pensieri rimbalzano, ritornano, non trovano ancora un ordine rassicurante.

“Cartoon Sex” fa parte dell’album “graou”, pubblicato da Miki nel 2025. Il disco ha reso la cantante una figura di rilievo di una generazione pop francese che non considera più l’intimità una levigata autorappresentazione. Immagini del corpo, desiderio, vergogna, prospettive queer e dubbi su di sé compaiono fianco a fianco nelle sue canzoni. I suoi testi sembrano spesso appunti buttati giù; eppure proprio questa apparente noncuranza è costruita con cura.

La rubrica radiofonica di oggi inserisce la canzone in un movimento più ampio: nella musica francese contemporanea, le artiste parlano sempre più spesso in prima persona di esperienze che per lungo tempo sono scomparse nelle allusioni, nelle metafore o nel silenzio. Questo non significa che ogni canzone possa essere letta come un resoconto dei fatti. L’arte condensa, sposta e protegge. Ma può trovare parole per situazioni nelle quali le persone coinvolte altrimenti riescono difficilmente a farsi ascoltare.

In Miki colpisce anche il rifiuto del prevedibile grande finale. Non viene affermata alcuna via d’uscita trionfante, non viene aggiunta alcuna lezione morale. Resta invece una canzone pop che danza e al tempo stesso inciampa. La sua forza risiede in questo doppio movimento: prende sul serio una violazione dei confini, senza trasformarla in un semplice sfondo drammatico. Così, da un ritornello orecchiabile nasce una piccola e tenace perturbazione.

Fonti

  • Franceinfo
  • Shazam
  • Spotify