Indietro

Nachrichten.fr · July 6, 2026

“Miss Mermaid”: Quando una sirena indica la strada per una nuova vita

Le sirene sono considerate da secoli esseri misteriosi tra sogno e realtà. In “Miss Mermaid” questa immagine si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Il lungometraggio d’esordio delle registe francesi Pauline Brunner e Marion Verlé non racconta una favola fantastica, ma il ritratto di una donna che si oppone all’immobilismo, ai debiti e alla rassegnazione. Ne nasce una singolare tragicommedia che tocca il cuore senza mai risultare sentimentale.

Fanny vive nella cittadina costiera normanna di Fécamp. Dopo un matrimonio fallito le resta poco più di un divano e una montagna di bollette non pagate. Torna a vivere dai genitori e guadagna da vivere come addetta alle pulizie in una fabbrica di lavorazione del pesce. Notte dopo notte strofina pavimenti e macchinari, mentre i suoi desideri finiscono sempre più in secondo piano. La quotidianità sembra un circolo senza fine da cui sembra non esserci via d’uscita.

Ma poi incontra Anémone, una sirena professionista. Con una pinna in silicone sorprendentemente realistica scivola elegantemente nell’acqua durante gli spettacoli subacquei. Per Fanny si apre improvvisamente una porta verso un mondo che a prima vista sembra del tutto folle. Proprio questo è il suo fascino. Decide di imparare il mermaiding e scopre una passione che non avrebbe mai immaginato.

Le registe usano questa idea singolare come potente simbolo. Proprio una pinna, che rende difficile ogni movimento sulla terraferma, dona a chi la indossa sott’acqua una sensazione di libertà senza confini. Tra riflessi di luce e silenziosa assenza di gravità Fanny trova il coraggio di reinventare la sua vita. Non suona mai forzato, ma sorprendentemente credibile.

Allo stesso tempo il film non perde di vista la realtà. I problemi economici di molte località costiere, le condizioni di lavoro precarie e le difficoltà finanziarie costituiscono il fondamento della storia. Eppure la narrazione resta leggera. L’umorismo nasce dai personaggi stessi, dalle loro eccentricità, dalle conversazioni e dai piccoli momenti della vita quotidiana. Ed è proprio qui che risiede il fascino del film.

Colpisce anche ciò che è volutamente assente. Nessuna grande storia d’amore prende il sopravvento, nessun eroe salva la protagonista. Fanny trova la sua strada con le proprie forze, sostenuta da persone che la accettano per quello che è. Aloïse Sauvage dona a questo personaggio, con la sua naturale presenza, una miscela di vulnerabilità, sfida e gioia di vivere che rimane a lungo impressa.

“Miss Mermaid” mostra con forza che la speranza a volte appare dove nessuno la cerca. Da una passione insolita nasce una nuova fiducia in se stessi. Da una pinna da sirena prende forma un simbolo di libertà — e da una storia apparentemente piccola un film che dimostra come i cambiamenti più grandi spesso inizino con un coraggioso salto nell’ignoto.

Di C. Hatty