Indietro

Nachrichten.fr · June 10, 2026

Mondiale di calcio sotto controllo: Clermont-Ferrand punta su regole rigide invece delle fan zone

Mentre altrove cresce l’attesa per una Coppa del Mondo di calcio, le bandiere sventolano dalle finestre e le città pianificano fan zone pubbliche, Clermont-Ferrand segue una strada sorprendentemente diversa. La capitale dell’Alvernia si prepara al torneo con un pacchetto di misure che segnala principalmente una cosa: la sicurezza ha la precedenza sull’atmosfera festosa.

La causa del corso eccezionalmente rigido sono i disordini delle ultime settimane. Dopo il trionfo del Paris Saint-Germain in Champions League si sono verificati in diverse città francesi episodi di violenza, vandalismo e scontri con la polizia. Anche all’inizio di giugno le autorità hanno registrato nuovamente sommosse. I ricordi di questi eventi sono profondi.

In questo contesto l’amministrazione comunale, la prefettura, la polizia e la magistratura hanno sviluppato un piano che rappresenta una delle misure più severe in Francia in vista della Coppa del Mondo di calcio 2026.

Particolarmente evidente è il coprifuoco notturno per i minorenni sotto i 16 anni. Nel centro cittadino esteso, in particolare intorno a Place de Jaude, durante il torneo i giovani non possono circolare tra le 23:00 e le 7:00 del mattino senza la compagnia di un adulto. Chi viola questa regola rischia una multa di 150 euro.

Il sindaco Julien Bony difende la decisione con la protezione dei giovani e la responsabilità dei genitori. Secondo le autorità, i minorenni hanno avuto un ruolo significativo negli ultimi disordini. Il coprifuoco dovrebbe impedire ai giovani di trovarsi coinvolti in episodi di violenza notturna o di parteciparvi personalmente.

Altrettanto notevole è l’atteggiamento della città verso le trasmissioni pubbliche. Mentre in molti luoghi grandi schermi e zone per i fan sono considerati il cuore dell’evento, Clermont-Ferrand rinuncia completamente a queste offerte.

Nessuna fan zone. Nessuno schermo gigante nelle piazze pubbliche.

Anche un’eventuale qualificazione della nazionale francese alla finale non cambierebbe questa decisione.

Invece, gli schermi televisivi in bar e ristoranti devono essere posizionati in modo tale da poter essere visti esclusivamente dagli ospiti all’interno dei locali. Le autorità vogliono evitare che si formino spontaneamente grandi assembramenti per strada o nelle piazze. Proprio questi raduni sono considerati dalle forze dell’ordine come potenziali punti di partenza per future sommosse.

Si aggiungono altre restrizioni. Sono previsti divieti per assembramenti numerosi in zone sensibili e regole più severe per il consumo di alcol in spazi pubblici. Anche i fuochi d’artificio e le cosiddette “batterie mortaio” diventano bersagli più rigorosi delle autorità. Essi avevano già avuto un ruolo centrale nei disordini precedenti.

Un altro tema sorprende a prima vista: il protossido di azoto. Questa sostanza, nota originariamente come scherzo da festa, è stata individuata in diversi episodi ed è quindi anch’essa al centro dell’attenzione delle autorità. Polizia e procura annunciano inoltre una rapida contestazione di eventuali reati. Chi dovesse rendersi violento durante il mondiale sarà rapidamente portato davanti alla giustizia.

L’evoluzione mostra quanto sia cambiata la percezione dei grandi eventi sportivi. Solo pochi anni fa, le Coppe del Mondo di calcio rappresentavano celebrazioni sfrenate, emozioni condivise e entusiasmo pubblico. Le città gareggiavano per offrire le fan zone più grandi e le sedi di trasmissione più spettacolari.

Oggi domina in molti luoghi un’altra domanda: come controllare i rischi per la sicurezza?

Clermont-Ferrand offre una risposta chiara. I responsabili puntano su prevenzione, deterrenza e regole rigide. I critici vedono in questo una limitazione della vita pubblica e dell’atmosfera festosa, mentre i sostenitori considerano le misure una conseguenza necessaria delle esperienze degli ultimi mesi.

Se il corso rigido contribuirà effettivamente a prevenire disordini si vedrà solo durante il torneo. Già ora però è certo che a Clermont-Ferrand la Coppa del Mondo sarà considerata meno come una festa popolare e più come una sfida di sicurezza pubblica. La preoccupazione per nuovi episodi di violenza sovrasta al momento l’entusiasmo per il più grande evento calcistico del mondo.

Autore: Daniel Ivers