Gandrange – 02.08.2026: Dopo l’incendio in un deposito di rifiuti industriali a Gandrange, nel dipartimento della Mosella, domenica sera la prefettura ha revocato l’ordinanza di protezione per circa 30.000 persone. A causa dell’intenso sviluppo di fumo, gli abitanti delle localita interessate erano stati precedentemente invitati a rimanere nelle proprie abitazioni. Poche ore dopo, le autorita hanno dato il cessato allarme: le persone hanno potuto nuovamente uscire dalle loro case.
L’incendio era scoppiato in un sito aziendale attribuito alla societa SUEZ Alternative Fuels & Energies. L’impianto si trova sul terreno dell’ex acciaieria di Gandrange ed e registrato nei dati ambientali ufficiali come stabilimento Seveso a soglia inferiore. Qui vengono tra l’altro stoccati temporaneamente e trattati rifiuti non pericolosi e non inerti. La classificazione Seveso impone ai gestori e alle autorita speciali misure in materia di prevenzione dei rischi, sorveglianza e pianificazione degli allarmi.
Tuttavia, dalla sola classificazione non e possibile dedurre quali sostanze siano bruciate nell’incendio o se siano state rilasciate sostanze pericolose per la salute. Domenica sera non erano inizialmente disponibili dati sui valori della qualita dell’aria, sulla causa dell’incendio e sull’entita dei danni. Fino a quel momento, le autorita non avevano inoltre segnalato feriti. La revoca dell’ordinanza di protezione indica che non ritenevano piu sussistente un pericolo acuto; cio non equivale tuttavia a una valutazione definitiva di eventuali residui.
L’area interessata dalle misure precauzionali si estendeva ben oltre Gandrange. Il comune stesso conta circa 3.000 abitanti, ma l’ordinanza ha riguardato circa dieci volte tante persone. Cio si spiega con l’alta densita abitativa delle zone industriali e residenziali nella valle della Fensch e della Mosella. In caso di incendio in un impianto per rifiuti, l’estensione e la direzione di una nube di fumo dipendono, tra l’altro, dal vento, dalle condizioni meteorologiche e dal materiale in fiamme. Le autorita possono quindi includere in via precauzionale anche comuni piu lontani prima che siano disponibili dati di misurazione affidabili.
Dopo la fine della situazione di pericolo immediato, l’attenzione si concentra sulle verifiche tecniche e amministrative. Occorre chiarire dove sia iniziato l’incendio, quali materiali siano stati coinvolti e se siano state rispettate le misure di sicurezza aziendali. Potrebbero inoltre rendersi necessarie indagini sulle acque di spegnimento, sui depositi e su possibili residui. Secondo le informazioni ufficiali disponibili, il sito era stato controllato per l’ultima volta dall’ispettorato ambientale competente nel settembre 2025.
Per la popolazione, per il momento, resta valida la revoca disposta dalla prefettura. Qualora misurazioni o indagini rendessero necessarie ulteriori misure precauzionali, gli organismi competenti dovrebbero informarne separatamente. L’aggiornamento delle autorita pubblicato domenica sera si limitava alla revoca dell’ordinanza di protezione per circa 30.000 persone.
Fonti
- Franceinfo
- Géorisques
- DREAL Grand Est
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