Wingen‑sur‑Moder – 05.07.2026: Nelle prime ore del mattino del 5 luglio il Musée Lalique nell’alsaziano Wingen‑sur‑Moder è stato teatro di un furto. Una dipendente ha notato al mattino una porta d’ingresso danneggiata e vetrine infrante. Nonostante l’impianto d’allarme, i responsabili sono riusciti a fuggire. La direzione del museo ha sospeso immediatamente l’attività per accertare i danni e verificare le misure di sicurezza.
Secondo gli inquirenti, i danni ammontano a diversi milioni di euro. Sono state sottratte diverse dozzine di gioielli della collezione Lalique. Il museo conserva circa 650 opere del gioielliere e artista del vetro René Lalique (1860–1945); a essere colpita è soprattutto l’area con i lavori storici di gioielleria, non la sezione dei flaconi di profumo. Non è ancora disponibile un elenco preciso degli oggetti mancanti: l’inventario è in corso.
La gendarmerie del Département Bas‑Rhin ha costituito un gruppo d’indagine. Sul posto sono intervenute forze della brigata di Bouxwiller, la Brigade de recherche di Saverne e squadre di polizia scientifica da Strasburgo. Stanno raccogliendo tracce, analizzando riprese video e interrogando il personale e potenziali testimoni. Fino alla sera non erano disponibili indicazioni sugli strumenti usati, sulla via di fuga o su eventuali complici. Le autorità invitano chi abbia fatto osservazioni sospette nelle prime ore del mattino nei dintorni del museo a farsi avanti.
L’episodio ha suscitato costernazione nella regione. Franck Leroy, presidente della regione Grand Est, ha parlato di un grave danno al patrimonio culturale e ha esortato a una rapida chiarificazione. Anche la direzione del museo ha annunciato una stretta collaborazione con gli inquirenti e ha sottolineato che la restituzione delle opere è la priorità assoluta. Parallelamente, la casa sta rivedendo la sua architettura di sicurezza, comprese le regole di accesso, le protezioni meccaniche e gli impianti d’allarme. Le date per una riapertura saranno comunicate solo al termine delle misure immediate.
I furti d’arte in istituti specializzati colpiscono spesso collezioni ben documentate e di interesse internazionale. Gli esperti sottolineano che la rivendita di tali pezzi nel mercato dell’arte tradizionale è difficile a causa di provenienze chiare; pertanto sono ipotizzabili tentativi di collocamento sul mercato nero o scenari di ricatto. In Francia esistono unità della gendarmeria e della polizia specializzate in criminalità artistica, tra cui la centrale OCBC, che spesso collabora con Interpol e le dogane. Non è stato immediatamente chiaro se questa struttura sia già stata coinvolta nel caso.
Fino a nuovo avviso il Musée Lalique rimane chiuso. Si invita il pubblico a informarsi tramite i canali ufficiali della casa per aggiornamenti sulla riapertura e sull’andamento delle indagini.
Fonti
- Le Parisien
- TF1 Info
- Tagesschau
- Anadolu Agency
- franceinfo
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