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Nachrichten.fr · July 8, 2026

Nuovi alloggi ecologici diventano trappole di calore durante l’estate

In teoria le nuove costruzioni moderne dovrebbero rappresentare comfort, efficienza energetica e sostenibilità. Eppure proprio in alcuni dei più recenti complessi residenziali emerge un problema inatteso. Nel quartiere eco Brazza a Bordeaux, gli abitanti si lamentano che durante l’ultima ondata di caldo i loro appartamenti hanno raggiunto temperature fino a 37 gradi Celsius. Particolarmente colpiti sono gli appartamenti all’ultimo piano, che si surriscaldano molto durante il giorno e quasi non si raffreddano neppure nelle ore notturne.

Molti residenti raccontano notti insonni e ambienti che, anche dopo il tramonto, sembrano dei forni. Nonostante le finestre aperte, il calore resta intrappolato negli appartamenti. Alcuni ricorrono a più ventilatori contemporaneamente – con scarso successo. Altri sopportano il rumore notturno della strada, perché solo le finestre aperte offrono qualche sollievo. La frustrazione è grande. Dopotutto si tratta di edifici costruiti da poco, conformi ai più moderni standard ambientali.

Il caso solleva una domanda fondamentale: molte nuove costruzioni sono davvero preparate alle conseguenze del cambiamento climatico? Per molti anni l’attenzione delle normative edilizie francesi si è concentrata sul risparmio energetico per il riscaldamento. Gli edifici hanno ricevuto isolamenti particolarmente performanti, in modo da perdere il meno possibile calore in inverno. Proprio questa forza mostra però il suo rovescio d’estate. Una volta che il calore entra in un appartamento, spesso rimane immagazzinato a lungo nell’edificio.

A ciò si aggiungono altri fattori che favoriscono il surriscaldamento. Ampie superfici vetrate garantiscono ambienti luminosi ma, nelle giornate di sole, fanno entrare enormi quantità di calore. Se mancano schermature esterne come tapparelle o sistemi di protezione solare, la temperatura interna aumenta rapidamente. Anche una ventilazione naturale insufficiente gioca un ruolo decisivo. Soprattutto gli appartamenti senza possibilità di ricambio d’aria attraverso correnti non si raffreddano quasi per niente di notte. Tetti e facciate esposti al sole per tutta la giornata aggravano ulteriormente la situazione.

Il problema non riguarda certo solo Bordeaux. Anche da altre città francesi arrivano sempre più segnalazioni di edifici moderni che durante periodi prolungati di caldo diventano quasi inabitabili. Gli appartamenti all’ultimo piano in particolare raggiungono regolarmente i loro limiti. L’aumento delle ondate di calore estreme dimostra che le prestazioni energetiche ottimali per l’inverno da sole non bastano più.

Con l’attuale regolamento ambientale RE2020 la Francia cerca già di considerare maggiormente la protezione dal calore estivo nella progettazione dei nuovi edifici. Un apposito criterio di valutazione dovrebbe impedire che gli appartamenti si surriscaldino eccessivamente in estate. I critici però ritengono che queste disposizioni non siano sufficientemente incisive. La realtà si sta sviluppando più rapidamente di molti modelli di pianificazione, perché le ondate di calore oggi sono più frequenti, più lunghe e più intense di quanto si immaginasse solo pochi anni fa.

Per gli abitanti interessati entra dunque in primo piano un nuovo concetto: la qualità termica dell’abitare. Molti si chiedono legittimamente se un appartamento di nuova costruzione possa ancora essere considerato confortevole se durante le calde giornate estive raggiunge regolarmente temperature ben oltre i 35 gradi. Con l’avanzare del cambiamento climatico questo tema non rischia più di essere un caso isolato, ma sta diventando una delle grandi sfide dell’edilizia residenziale moderna.

Di C. Hatty