Parigi – 15.07.2026: Nel procedimento relativo agli assistenti di ex eurodeputati del Front National, presumibilmente finanziati in modo improprio, finora sono stati presentati otto ricorsi in Cassazione. Tra i ricorrenti figurano Marine Le Pen, capogruppo del Rassemblement National all’Assemblea nazionale, e Julien Odoul, deputato del dipartimento dell’Yonne e portavoce del partito. Dopo la sentenza d’appello, una parte del procedimento torna così davanti alla più alta istanza francese in materia penale.
La camera d’appello della Corte d’appello di Parigi aveva dichiarato colpevoli, il 7 luglio, dodici imputati che avevano impugnato la sentenza di primo grado. Secondo quanto esposto dal tribunale, esisteva un sistema attraverso il quale il Parlamento europeo sosteneva la retribuzione di collaboratori parlamentari, benché questi svolgessero in realtà attività per il partito nazionale e non connesse al mandato del rispettivo eurodeputato.
Il tribunale ha quantificato il danno a carico del Parlamento europeo in 2,8 milioni di euro e ha obbligato i condannati a risarcire il danno finanziario. Ha inflitto pene detentive, multe e pene accessorie, tra cui divieti di eleggibilità. Allo stesso tempo, la camera ha pronunciato assoluzioni per singoli periodi, poiché non ha ritenuto soddisfatti gli elementi costitutivi dei rispettivi reati. La decisione è risultata quindi più differenziata rispetto alla sentenza di primo grado del 31 marzo 2025.
Julien Odoul ha ricevuto in appello una pena di otto mesi di reclusione con sospensione condizionale e un divieto di eleggibilità di un anno, anch’esso con sospensione condizionale. Il suo mandato nell’Assemblea nazionale resta quindi in vigore. Il tribunale ha qualificato la sua precedente attività di assistente parlamentare dell’allora eurodeputata del FN Mylène Troszczynski come ricettazione di appropriazione indebita di fondi pubblici. Secondo gli accertamenti della giustizia, tra ottobre 2014 e luglio 2015 egli lavorava effettivamente per l’entourage di Marine Le Pen.
Anche Marine Le Pen figura tra gli imputati in appello che hanno ora adito la Corte di cassazione. Un ricorso in Cassazione non apre un terzo grado di giudizio sui fatti. La Corte di cassazione verifica essenzialmente se il giudice di grado inferiore abbia applicato correttamente il diritto, rispettato le norme procedurali e motivato in modo giuridicamente sufficiente la propria decisione. Se la sentenza viene annullata, il caso può in linea di principio essere rinviato a un’altra corte d’appello.
Il procuratore generale presso la Corte d’appello di Parigi ha dichiarato il 15 luglio di non presentare personalmente ricorso in Cassazione contro la sentenza del 7 luglio. Per gli otto ricorrenti, il procedimento resta comunque rilevante sia sul piano politico sia su quello giuridico. Esso riguarda non solo le singole sanzioni penali, ma anche la valutazione giudiziaria del finanziamento dell’attività politica di partito con fondi del Parlamento europeo. Finora non è stata resa nota una data per la decisione della Corte di cassazione.
Fonti
- Cour d’appel de Paris
- Franceinfo
- Le Monde
- LCP – Assemblee nationale
- Europe 1
Dieser Artikel wurde mit Hilfe künstlicher Intelligenz erstellt.