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Nachrichten.fr · July 10, 2026

“Papas Dépakine” chiedono lo stesso risarcimento delle madri – lo studio rafforza la richiesta di riconoscimento dell’esposizione paterna

Parigi – 10.07.2026: In Francia i padri che, prima del concepimento, hanno assunto farmaci contenenti valproato come la Dépakine e i cui figli presentano gravi disturbi dello sviluppo neuropsichico chiedono l’accesso al meccanismo statale di risarcimento. Finora le norme si rivolgevano principalmente ai casi di esposizione materna. La richiesta riceve impulso da uno studio farmacoepidemiologico del consorzio di ricerca Epi-Phare, che descrive per i tre mesi precedenti al concepimento un’associazione statisticamente aumentata tra l’assunzione paterna e i disturbi dello sviluppo nel bambino.

La pubblicazione dell’analisi ha già avuto conseguenze regolatorie: l’Agenzia del farmaco ANSM ha inasprito le avvertenze nelle informazioni sul prodotto, ribadito gli obblighi di contraccezione e consulenza e richiamato l’attenzione sulle alternative a seconda dell’indicazione. Parallelamente ha precisato che i medici curanti devono affrontare i rischi in caso di desiderio di figli. Sanofi, come produttore, rinvia alle misure di minimizzazione del rischio e informazione attuate dal 2024/2025.

A livello politico la pressione cresce. Rappresentanti delle famiglie e l’associazione delle vittime APESAC chiedono che i padri e i casi provocati dall’esposizione paterna siano esplicitamente inclusi nella procedura extragiudiziale di risarcimento tramite l’Office national d’indemnisation des accidents médicaux (ONIAM). Una mozione presentata in Parlamento invita il governo a chiarimenti giuridici. Deputati e senatori sostengono che la storica focalizzazione sull’esposizione materna fosse dovuta alle conoscenze dell’epoca; le evidenze più recenti richiedono ora un adeguamento del perimetro dei beneficiari.

Il governo rimanda a verifiche in corso. Sul piano giuridico si tratta della definizione della finestra temporale rilevante prima del concepimento, dell’onere della prova tra esposizione e danno accertato e del coordinamento con i regimi di responsabilità esistenti. Sul piano pratico sono al centro dell’attenzione le procedure ONIAM, la pratica peritale e le esigenze di stanziamento. Gli esperti sottolineano che il quadro amministrativo deve essere definito con chiarezza per consentire decisioni uniformi ed evitare strutture duplicate.

Per le famiglie coinvolte la parità di trattamento è in primo piano. Richiedono che i bambini con danni comparabili siano risarciti a prescindere dal fatto che l’esposizione sia stata materna o paterna. Secondo quanto riferito dalle associazioni, nei giorni scorsi i soggetti interessati hanno avuto colloqui con ministeri e gruppi parlamentari. Gli osservatori si aspettano che le commissioni specialistiche dell’Assemblée nationale organizzino a breve audizioni per valutare congiuntamente gli aspetti medici, giuridici e di bilancio.

Quanto rapidamente verrà trovata una soluzione legislativa dipende dall’esito di queste verifiche e dall’accordo tra governo e maggioranza parlamentare. È certo che i dati di Epi-Phare hanno dato nuova dinamica al dibattito, le autorità sanitarie hanno adattato le loro raccomandazioni e la questione dell’inclusione dell’esposizione paterna nell’ordinamento del risarcimento è ora saldamente al centro dell’agenda di politica sanitaria.

Fonti

  • franceinfo
  • ANSM
  • Epi-Phare / Ameli
  • Assemblée nationale
  • APESAC

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