Parigi – 08.07.2026: I giudici istruttori del Tribunal judiciaire de Paris hanno disposto il rinvio dinanzi al Tribunal correctionnel contro il rapper Élie Yaffa, noto come Booba. Al 47enne viene imputato di aver molestato miratamente online per un lungo periodo l’agente e imprenditrice Magali Berdah, rendendola bersaglio di una campagna sul web. La magistratura colloca i presunti fatti nel periodo da maggio 2022 a giugno 2025. Con la decisione odierna il procedimento viene aperto in sede penale; la procura di Parigi aveva già chiesto un processo nel febbraio 2026.
Secondo quanto emerso finora, le accuse si basano su una moltitudine di pubblicazioni sui social network nonché su presunti contributi coordinati di terzi. Berdah ha dichiarato più volte di aver subito conseguenze personali e professionali rilevanti. Nel procedimento non si tratta solo di singoli post, ma anche della questione se le dichiarazioni pubbliche di un utente famoso possano, secondo il diritto francese, essere considerate istigazione o partecipazione a una molestia collettiva online. L’esatto capo d’accusa e le prove correlate resteranno per lo più riservati fino al dibattimento.
Oltre a Booba, secondo la procura, dovrebbero comparire in tribunale altre due persone: l’imprenditore Grégory Zaoui e una donna indicata negli atti come Angela C. A loro si imputa la partecipazione alla campagna diretta contro Berdah. La difesa di Booba nega di essere responsabile per atti di minaccia o di istigazione commessi da terzi e ha annunciato che contesterà l’attribuzione penale di singoli contenuti. Gli avvocati di Berdah hanno invece dichiarato di mirare a una condanna e hanno richiamato i danni documentati.
A complemento del procedimento penale, Berdah aveva ottenuto nel febbraio 2026 sequestri conservativi riferiti a pretese di diritti d’autore e a disponibilità di conto dell’artista. Queste misure cautelari servono a garantire eventuali pretese civili e non costituiscono una condanna. Il processo ora disposto riguarda il diritto penale; le pretese civili potrebbero essere esaminate in un procedimento separato o mediante il rito dell’adesione.
Il procedimento si inserisce in una serie di casi francesi in cui la magistratura sta esplorando i limiti e le responsabilità nei dibattiti digitali. Negli ultimi anni i tribunali hanno ripetutamente deciso che anche richiami indiretti o l’amplificazione di certi contenuti possono avere conseguenze, se è dimostrato che portano ad attacchi coordinati. Per il processo imminente sono previste acquisizioni di prove relative ai contenuti, alle tempistiche, all’attribuzione tecnica e alle testimonianze. Un’udienza concreta non è stata comunicata dalla magistratura al momento.
Fonti
- Franceinfo
- Le Parisien
- TF1 Info
- Le Parisien (Archivio)