Parigi – 11.07.2026: Il 7 luglio 2026 l’Assemblea nazionale ha approvato una disposizione che riconosce a poliziotte, poliziotti e membri della gendarmeria in servizio una presunzione legale di legittima difesa nell’uso delle armi. I sostenitori vi vedono una migliore tutela delle forze operative e un contributo affinche, dopo aver sparato, non vengano automaticamente trattate come indagate. La maggioranza sottolinea che in questo modo gli interventi in situazioni delicate potrebbero essere inquadrati giuridicamente piu rapidamente.
Le critiche, invece, ravvisano il rischio di un effettivo indebolimento del controllo penale e disciplinare. Organizzazioni per i diritti umani, il Défenseur des droits e parte dell’avvocatura hanno avvertito nei loro pareri del segnale che potrebbe abbassare la soglia per l’uso della forza letale nello spazio pubblico. Vengono inoltre segnalati ostacoli pratici: una presunzione una volta sancita dalla legge potrebbe essere difficile da confutare per le persone coinvolte e per gli investigatori, se la situazione rimane confusa nella ricostruzione successiva.
Il testo prevede che gli agenti, a condizioni chiaramente definite, siano considerati “come agenti in legittima difesa”, ad esempio quando reagiscono a un pericolo immediato di una nuova minaccia alla vita. Secondo i documenti parlamentari, la presunzione e confutabile: le indagini restano possibili e le prove possono dimostrare il contrario. Restano invariati principi quali la proporzionalita e l’assoluta necessita, che gia oggi regolano l’uso delle armi da fuoco.
Lo scontro politico e stato aspro. Per accelerare il procedimento, la maggioranza di governo ha fatto ricorso alla procedura prevista dall’articolo 44, mettendo in luce le tensioni tra gli schieramenti. Alla fine, 313 deputati hanno votato a favore del testo e 199 contro; il risultato e registrato nel verbale ufficiale. Il disegno di legge passa ora alla successiva fase parlamentare e all’altra Camera, dove sono possibili modifiche e precisazioni.
Guardando alla pratica, l’attenzione si concentra ora sulle procure, sulle autorita di polizia e sugli organi disciplinari. Dovranno valutare come configurare in futuro verifiche preliminari, misure di salvaguardia e provvedimenti disciplinari. Gli esperti prevedono che rapporti di servizio, registrazioni delle bodycam e testimonianze dovranno essere valutati con maggiore peso e piu rapidamente, per eventualmente confutare o confermare la presunzione. Anche le direttive interne di servizio e la formazione avranno un ruolo centrale, affinche i criteri indicati dalla legge siano applicati in modo comprensibile nelle situazioni operative.
Gli attori della societa civile chiedono meccanismi di controllo piu indipendenti e regole interpretative precise, per evitare pratiche investigative disomogenee. I sostenitori sottolineano invece che la nuova normativa non modifica il principio secondo cui ogni uso delle armi resta verificabile sul piano giuridico. Una cosa e certa: l’ulteriore esame nell’altra Camera del Parlamento e la successiva prassi applicativa saranno decisivi per stabilire se la certezza del diritto prevista verra raggiunta senza perdite in termini di trasparenza e controllo.
Fonti
- Assemblée nationale – Testi e dossier
- Défenseur des droits – Pareri
- AFP
- TF1 Info