Parigi – 09.07.2026: Con una lettera aperta numerosi professionisti della salute si sono rivolti al governo francese e hanno avvertito di una progressiva smobilitazione nella prevenzione del suicidio. I firmatari – tra cui medici ospedalieri, operatori infermieristici, psicologi e personale dirigente dei servizi di crisi – parlano di un ‘rischio di diluizione’ dei programmi esistenti e chiedono impegni vincolanti su finanziamenti, personale e riforme strutturali.
A motivo centrale citano il persistente elevato tasso di mortalità per suicidio. Secondo le analisi di Santé publique France in Francia continuano a morire per suicidio circa 9.000 persone all’anno, pari a circa una persona all’ora. Gli esperti osservano una discrepanza tra le dichiarazioni pubbliche a favore della prevenzione e le reali capacità disponibili in ospedali, pronto soccorso, reparti di psichiatria e servizi ambulatoriali.
Al centro delle critiche ci sono soprattutto il follow-up dopo i tentativi di suicidio e la stabilità delle reti regionali. Vengono citati programmi come VigilanS – un sistema che contatta proattivamente le persone dopo un tentativo – e le strutture di crisi, che in molti luoghi soffrono di carenze di personale, elevata fluttuazione e finanziamenti a termine. Anche il collegamento con studi medici di base, scuole, aziende e servizi sociali è frammentario; i primi contatti dovrebbero essere formati in modo sistematico per riconoscere segnali di allarme e trasferire rapidamente i casi.
Concretamente gli autori chiedono un finanziamento pluriennale e vincolato per i servizi di crisi, percorsi di follow-up obbligatori dopo le dimissioni dal pronto soccorso e dalle strutture psichiatriche, formazione capillare per il personale sanitario e sociale e un più stretto collegamento con l’Observatoire national du suicide. Quest’ultimo dovrebbe raccogliere dati sui fattori di rischio in modo più aggiornato e rifletterli più rapidamente nella pratica assistenziale, per orientare le misure su base di evidenza.
Il Ministero della Salute da mesi richiama programmi in corso e numeri di assistenza nazionali nonché iniziative per la salute mentale. Tuttavia, nei rapporti epidemiologici in molte aree si osserva solo un lento calo o una stagnazione della mortalità correlata al suicidio. Secondo gli esperti, il finanziamento a singoli progetti non è sufficiente finché permangono deficit strutturali e di personale di base.
L’intervento coincide con una fase politicamente tesa: parallelamente il Parlamento discute questioni legate alla fine della vita. Dal settore sanitario arriva l’avvertimento che prevenzione, assistenza e quadro legislativo devono essere elaborati in modo coerente, affinché non si creino ulteriori lacune assistenziali nei passaggi sensibili – ad esempio alle dimissioni, nella psichiatria territoriale o nei servizi per i minori. La lettera aperta richiede un calendario con tappe misurabili e vincolo trasparente dei fondi. Alla chiusura della redazione non era pervenuta una risposta completa da parte del governo.
Fonti
- franceinfo (comunicato, 09.07.2026)
- Santé publique France – Bilan Conduites suicidaires / Bulletin national
- Observatoire national du suicide (DREES)
- Le Monde (contesto sui suicidi nel sistema sanitario)