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Patrice Tiko · 10/07/2026

Il leader del PS Olivier Faure lascia aperta la decisione sulla propria candidatura fino a settembre

Parigi – 10.07.2026: Olivier Faure si prenderà tempo fino a settembre per decidere se candidarsi personalmente alle primarie chiuse organizzate dal Parti socialiste (PS) per le elezioni presidenziali del 2027. In precedenza i membri del PS avevano con un voto confermato una procedura di selezione interna, scartando così una soluzione più aperta e transpartitica. Faure ha chiarito al tempo stesso che rimane alla guida del partito. Le richieste di dimissioni le ha respinte.

Con la decisione dei membri è stato definito il quadro per la ricerca dei candidati dei socialisti: le candidate e i candidati devono imporsi internamente prima che si avviino colloqui concreti con possibili partner di coalizione. Faure aveva promosso in precedenza un formato di primarie più ampio per includere personalità del più ampio spettro della sinistra. Dopo la sconfitta della sua linea, il rinvio a settembre sembra mirare a stemperare le tensioni e nel contempo mantenere aperte finestre temporali per negoziati.

Nella deputazione e nelle sezioni di partito la decisione ha reso visibili le note fratture. I critici accusano Faure di errori di leadership nella gestione del processo e chiedono un cronoprogramma preciso, che indichi quando saranno definiti regole, calendario e criteri della preselezione del PS. I sostenitori replicano che prima di tutto il partito deve presentarsi unito per preparare una candidatura presidenziale credibile. L’ex capogruppo Boris Vallaud è tra le voci di rilievo che hanno più volte messo in discussione la linea del presidente del partito; sulle proprie ambizioni si è detto recentemente cauto.

Le reazioni dall’ambiente di sinistra sono contrastanti. Rappresentanti di Place publique e Les Écologistes hanno avvertito del rischio di una selezione troppo ristretta nel solo ambito del PS. I Verdi hanno più volte chiesto apertura verso una soluzione comune e allo stesso tempo hanno lasciato intendere che, se necessario, potrebbero correre autonomamente qualora non si raggiungesse un accordo. Per Raphaël Glucksmann, che alle europee ha guidato la lista socialdemocratica, l’indirizzo del procedimento del PS potrebbe essere determinante per decidere se immaginare una sua candidatura presidenziale sotto un’unica coalizione.

Politicamente il calendario aumenta la pressione per stabilire entro l’autunno procedure affidabili, scadenze e meccanismi arbitrali. Solo allora dovrebbe diventare chiaro se il PS si presenterà alla campagna elettorale con una propria personalità o se elaborerà una soluzione comune con i partner. Il voto della base concede alla dirigenza del partito un chiaro mandato per una preselezione interna, ma lascia aperta la questione strategica principale: come i socialisti definiranno il loro ruolo nell’area di sinistra per essere competitivi contro l’area presidenziale e il Rassemblement National.

Fonti

  • Franceinfo
  • Le Monde
  • TF1 Info
  • Le Parisien