Quando il caldo avvolge la Francia e l’asfalto nelle periferie di Parigi scintilla, alcune strade si trasformano improvvisamente in parchi acquatici improvvisati. I bambini corrono urlando attraverso fontane alte metri, gli adolescenti filmano la scena con il cellulare, i vicini sono seduti su sedie da campeggio sul ciglio della strada. Per un breve istante tutto sembra una festa estiva nel cuore della grande città.
Tuttavia, dietro queste immagini spettacolari si nasconde un problema che sta rendendo sempre più nervose le autorità.
Ad ogni nuova ondata di caldo, in Francia riappare il cosiddetto “Street Pooling”. In questa pratica si aprono illegalmente gli idranti – le famose “bouches à incendie” – per creare fontane d’acqua potabile per rinfrescarsi. La regione più colpita è la densamente popolata Île-de-France intorno a Parigi. Qui in molti quartieri mancano piscine pubbliche gratuite, aree verdi o spazi pubblici dove le persone possano rilassarsi a temperature superiori ai 35 gradi. Così alcuni si rivolgono direttamente alla valvola.
Ciò che su TikTok o Instagram sembra un innocuo divertimento estivo, per i vigili del fuoco e i fornitori d’acqua rappresenta invece una fonte di grande stress.
Appena un idrante viene aperto, la pressione dell’acqua nella rete di distribuzione può crollare drasticamente. Nel peggiore dei casi, questo può significare che i vigili del fuoco non dispongano della pressione necessaria per i loro mezzi durante un incendio. Le squadre di emergenza segnalano da anni situazioni in cui gli idranti aperti hanno compromesso interi isolati. Questo può avere conseguenze fatali soprattutto nelle zone residenziali densamente urbanizzate.
A ciò si aggiungono allagamenti, cantine allagate e garage sotterranei danneggiati. L’acqua fuoriesce con enorme forza dalle tubature, trascina cartelli stradali, erode i marciapiedi e trasforma gli incroci in piccoli laghi nel giro di pochi minuti. Gli automobilisti perdono il controllo sulle strade bagnate, i pedoni scivolano, i cavi elettrici si avvicinano pericolosamente alle fontane d’acqua. A volte basta un semplice incidente e improvvisamente i vigili del fuoco non intervengono per il caldo, ma per un grave incidente.
Risulta particolarmente paradossale lo spreco enorme d’acqua.
La Francia combatte da anni contro la siccità, il calo delle falde acquifere e periodi di siccità sempre più frequenti. I comuni discutono di restrizioni sull’acqua, gli agricoltori temono per i loro raccolti, e in alcune regioni si dibatte già su come gestire la scarsità d’acqua. Contemporaneamente, in poche ore migliaia di litri d’acqua potabile scompaiono incontrollati per le strade aperte. Un solo idrante aperto può perdere fino a 80 metri cubi d’acqua all’ora – una quantità sufficiente a rifornire numerose famiglie per giorni.
Molti sottovalutano anche il rischio di infortuni. La forza di pressione di un idrante è enorme. Negli ultimi anni le fontane d’acqua hanno più volte scagliato bambini a diversi metri di distanza nell’aria. Alcuni hanno riportato gravi ferite. Perciò i vigili del fuoco non parlano più di smania giovanile, ma di una seria minaccia alla sicurezza pubblica.
La Francia ha reagito in modo più severo. Le città installano anelli di protezione speciali sugli idranti, intensificano i controlli e minacciano pesanti multe oltre a pene detentive per il danneggiamento di proprietà pubbliche. Tuttavia, i sistemi di sicurezza costano milioni ai comuni – denaro che manca in altri settori.
Il dibattito evidenzia soprattutto una cosa: il cambiamento climatico non sta modificando solo le temperature, ma anche la vita nelle città. Dove il caldo si combina con le disuguaglianze sociali, nascono nuovi conflitti. I bambini cercano refrigerio, le famiglie fuggono da case soffocanti, l’infrastruttura pubblica raggiunge i propri limiti. Perciò gli idranti aperti sono più di un semplice vandalismo. Sono anche un sintomo del fatto che molti spazi urbani non sono affatto preparati a estati estreme.
Ed è proprio qui che si nasconde la vera bomba di queste immagini.
Andreas M. Brucker