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Nachrichten.fr · June 27, 2026

Rassemblement National scopre la protezione del clima – almeno a parole

La Francia sta vivendo una delle ondate di caldo più intense degli ultimi anni. In numerose regioni le temperature superano largamente i 35 gradi, gli ospedali si preparano a un maggior afflusso di pazienti, le scuole adattano il loro funzionamento e i comuni allestiscono rifugi climatizzati per le persone particolarmente vulnerabili. La canicola domina non solo le notizie, ma cambia anche il discorso politico. Anche partiti che per molto tempo hanno guardato con grande distanza alla protezione del clima trovano improvvisamente nuove parole. Questo cambiamento è particolarmente evidente nel Rassemblement National.

Per anni il partito ha spesso criticato le misure di politica climatica come eccessive, motivate ideologicamente o come un peso per l’economia e i consumatori. In particolare, le direttive europee sul clima sono stati regolarmente al centro delle sue critiche. Oggi il tono è decisamente diverso. Rappresentanti di spicco del RN parlano apertamente delle conseguenze del cambiamento climatico e chiedono misure per proteggere meglio la Francia da ondate di calore estreme, siccità e altri fenomeni meteorologici.

Il cambiamento si nota. Invece di discutere sulle cause del riscaldamento globale, il partito mette sempre più al centro l’adattamento alle sue conseguenze. Più condizionatori negli edifici pubblici, abitazioni meglio isolate, riserve d’acqua aggiuntive e investimenti nella protezione civile fanno ormai parte delle richieste principali. Anche la protezione degli anziani, così come scuole e strutture sanitarie climatizzate, giocano un ruolo più importante nelle dichiarazioni attuali.

Questa linea non è casuale. Da anni i sondaggi mostrano che temi ambientali e climatici non interessano più solo gli elettori della sinistra o dell’area ecologista. Anche i cittadini conservatori vedono sempre più il cambiamento climatico come uno dei problemi politici più importanti. Un partito con ambizioni governative difficilmente può più ignorare questo tema.

Tuttavia non si tratta di un cambiamento fondamentale della politica climatica. Il RN distingue molto chiaramente tra adattamento climatico e classica protezione del clima. Mentre sono sostenute le misure per proteggersi dagli effetti degli eventi meteorologici estremi, il partito continua a rifiutare molti strumenti per ridurre le emissioni di gas serra.

Il Green Deal europeo e ulteriori requisiti ambientali per le imprese vengono valutati con particolare critica. Anche normative più rigide per automobilisti o agricoltori incontrano il rifiuto del RN. Invece il partito punta sul potenziamento dell’energia nucleare, un maggior controllo nazionale sulla politica energetica e un limite agli interventi europei. Secondo la leadership del partito, la protezione del clima può aver successo solo se in primo piano ci sono la competitività economica e gli interessi nazionali.

Questa strategia permette al RN un difficile equilibrio politico. Da una parte il partito riconosce molto più visibilmente la realtà del cambiamento climatico rispetto a qualche anno fa. Dall’altra evita richieste che la sua elettorato tradizionale potrebbe percepire come una limitazione della vita quotidiana o come un onere finanziario aggiuntivo. In questo risiede il cuore della nuova strategia comunicativa.

L’eccezionale ondata di caldo rende però questo equilibrio più difficile. Temperature record, incendi boschivi, scarsità d’acqua e rischi per la salute fanno sì che molte persone vivano direttamente le conseguenze del cambiamento climatico. Il tema ha improvvisamente un’urgenza completamente diversa rispetto a pochi anni fa. Le risposte politiche devono quindi apparire credibili e applicabili nella vita quotidiana.

Il RN cerca di cogliere questo sviluppo collegando le questioni climatiche a situazioni di vita concrete. Il partito parla di città resistenti al caldo, più aree d’ombra, un’infrastruttura solida e una migliore prevenzione per i gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili. Con questo lo spostamento di focus passa consapevolmente dagli obiettivi di emissione a lungo termine a misure di protezione a breve termine.

La concorrenza politica vede però questo nuovo tono con grande scetticismo. Rappresentanti di partiti di sinistra e numerose associazioni ambientaliste accusano il RN di aver modernizzato soprattutto il proprio linguaggio. Alle posizioni fondamentali sarebbe cambiato poco. Chi continua a rifiutare strumenti centrali per la riduzione delle emissioni difficilmente può dare l’impressione che la protezione del clima sia diventata una priorità politica.

Anche molti politologi distinguono quindi tra comunicazione e reale programmatica. Mentre numerosi partiti considerano protezione del clima e adattamento come due parti inseparabili della stessa strategia, il Rassemblement National si concentra quasi esclusivamente sulla gestione delle conseguenze già visibili del riscaldamento globale. Le cause stesse sono molto meno al centro.

Se questa strategia avrà successo a lungo termine resta incerto. È però chiaro che il dibattito politico in Francia sta cambiando. Eventi meteorologici estremi fanno sì che la politica climatica diventi sempre più un tema di tutti i giorni. Questioni come approvvigionamento energetico, protezione della salute, infrastrutture e sicurezza pubblica non possono più essere separate dagli effetti del cambiamento climatico.

Per il Rassemblement National ciò comporta un percorso impegnativo. Il partito cerca di soddisfare le aspettative di una popolazione che percepisce sempre più il cambiamento climatico come una minaccia concreta, senza abbandonare nel contempo le proprie convinzioni fondamentali in materia economica ed europea. Sarà nei prossimi mesi che si vedrà se questo equilibrio durerà. L’attuale canicola ha comunque chiarito che il cambiamento climatico ha ormai raggiunto tutti gli schieramenti politici – anche quelli che a lungo si sono concentrati soprattutto su altri temi.

Un articolo di M. Legrand