Parigi – 25.06.2026: Il vicepresidente del Rassemblement National (RN), Sébastien Chenu, ha respinto le speculazioni su una reintroduzione della pena di morte in Francia. L’occasione sono state dichiarazioni controverse del portavoce del RN Laurent Jacobelli, che in un contesto teorico aveva affermato che il suo partito potrebbe rispettare la volontà popolare in un referendum sulla reintroduzione della pena di morte.
Chenu ha chiarito che un ritorno alla pena capitale non è inserito nel programma del partito. Piuttosto, il RN sostiene l’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato come la sanzione più severa. Questa posizione corrisponde anche all’orientamento della leader del partito Marine Le Pen, che già nel 2022 ha sottolineato come la reintroduzione della pena di morte sia incostituzionale e quindi esclusa.
Le dichiarazioni del portavoce Jacobelli hanno generato nei giorni scorsi confusione dentro e fuori la politica. In un’intervista aveva dichiarato ipoteticamente che se si tenesse un referendum che sostenesse la reintroduzione della pena di morte, il suo partito ne accetterebbe il risultato. Queste affermazioni hanno suscitato un ampio consenso critico, dato che la pena di morte in Francia è stata abolita nel 1981 ed è vietata dalla Costituzione.
Sébastien Chenu ha respinto con decisione queste speculazioni e ha chiarito che la posizione del RN rimane abolizionista, cioè contraria alla pena di morte. Invece, il partito punta a un rigoroso sistema penale con la pena più severa consentita dal diritto francese: l’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato. Questa sanzione è da lungo tempo considerata un’alternativa alla pena capitale, che in Francia non è più applicata da decenni.
Il dibattito sulla pena di morte aveva preso slancio dopo che Jacobelli aveva rilasciato dichiarazioni percepite come un accenno a richieste populiste. Tuttavia, la linea ufficiale del RN mostra che al momento non si punta a una modifica costituzionale o alla reintroduzione della pena di morte. Politicamente, l’abolizione della pena di morte resta un consenso condiviso in Francia, oltre i confini dei partiti.
La posizione del Rassemblement National è particolarmente rilevante nel contesto della politica giudiziaria e interna francese, poiché il partito ha già adottato posizioni dure su diverse questioni di sicurezza. La precisazione del vicepresidente Chenu mira a evitare in futuro fraintendimenti e interpretazioni errate nel dibattito pubblico. Così il RN ribadisce che – nonostante gli errori di singoli membri – mantiene l’impegno per l’abolizione della pena di morte e non ne vuole la reintroduzione.
Questa valutazione attuale va anche vista nel contesto in cui la pena di morte è generalmente considerata una violazione dei diritti umani in molti paesi occidentali. La Francia è stato uno dei primi Paesi europei ad abolirla ed è membro di accordi internazionali che la vietano. La dichiarazione di Sébastien Chenu conferma la linea generale della Francia su questo tema e porta chiarezza all’interno del panorama politico.
Fonti
- franceinfo
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