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Nachrichten.fr · July 12, 2026

Ricevimento sul disegno di legge sull’aiuto a morire rinviato dopo le critiche

Parigi – 12.07.2026: Un incontro con i membri della Convenzione cittadina sulla fine della vita, previsto per il 15 luglio presso il Ministero per i Rapporti con il Parlamento, e stato rinviato in seguito a una controversia politica. A scatenarla e stato un invito la cui formulazione dava l’impressione che si volesse celebrare l’attesa approvazione della legge sull’aiuto a morire. Il ministro competente, Laurent Panifous, ha preso le distanze da questa interpretazione.

L’incontro era previsto come riconoscimento del lavoro della Convenzione cittadina, che nel 2022 e nel 2023 aveva discusso dell’accompagnamento alla fine della vita. Il processo, organizzato dal Consiglio economico, sociale e ambientale CESE, aveva riunito 184 cittadine e cittadini estratti a sorte. Le sue raccomandazioni hanno costituito un importante punto di riferimento politico per le successive iniziative legislative, ma non sostituiscono ne il procedimento parlamentare ne le decisioni della pratica medica.

Le critiche sono giunte soprattutto dall’area conservatrice. E stato contestato che una legge sulla possibilita del suicidio assistito o dell’eutanasia, a condizioni rigorose, non possa avere il carattere di un evento festoso. Una presa di posizione pubblicata nel dibattito ha parlato di una perdita del senso della misura umana. La controversia si e dunque rivolta meno contro l’incontro in se che contro la sua collocazione simbolica.

Panifous ha dichiarato di avere troppo rispetto per il lavoro parlamentare e per le diverse convinzioni per organizzare un ricevimento come cocktail o celebrazione. La formulazione dell’invito sarebbe stata inopportuna. Con il rinvio, il ministero cerca evidentemente di separare piu chiaramente il riconoscimento della Convenzione cittadina dall’imminente decisione dei deputati.

Secondo il calendario attuale, il 15 luglio l’Assemblea nazionale dovrebbe avere l’ultima parola sul disegno di legge, qualora la procedura di conciliazione tra Assemblea nazionale e Senato non consenta di raggiungere un accordo. Il testo istituisce un diritto all’aiuto a morire, ma solo per persone maggiorenni, capaci di intendere e di volere, affette da una malattia grave e incurabile, le cui sofferenze siano considerate non altrimenti alleviabili. Sono previsti passaggi di valutazione medica e un termine tra la richiesta e la decisione.

Parallelamente, il Parlamento sta esaminando un testo separato per rafforzare le cure palliative. Questa separazione risponde a una scelta politica di fondo: il potenziamento dell’assistenza alle persone gravemente malate non deve apparire soltanto come una misura di accompagnamento all’aiuto a morire. Proprio gli oppositori del testo richiamano le lacune regionali nell’assistenza e sostengono che una scelta libera presupponga un accesso affidabile alla medicina palliativa.

La vicenda dell’invito non modifica il testo di legge. Sottolinea tuttavia quanto il linguaggio pubblico, nelle questioni relative alla fine della vita, diventi esso stesso oggetto politico. Per il governo, prima del voto finale, non e quindi in gioco soltanto la maggioranza in Parlamento, ma anche il compito di presentare con sobrieta istituzionale una riforma fortemente controversa sul piano etico.

Fonti

  • Franceinfo
  • LCP – Assemblée nationale
  • TF1 Info
  • L’Est Républicain
  • Élysée