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Nachrichten.fr · June 3, 2026

Sciences Po: Il direttore Luis Vassy si difende dalle critiche alla sua guida

Parigi – 03.06.2026: Luis Vassy, direttore dell’Istituto di Studi Politici di Parigi (Sciences Po), ha recentemente respinto le accuse di uno stile di gestione autoritario. In un’intervista a France Inter ha sottolineato che “non c’è alcuna crisi” e che Sciences Po è uno “spazio di libertà” in cui “il discorso è libero”. Queste affermazioni sono arrivate nel contesto di crescenti critiche alla sua gestione.

Ad aprile 2026, 145 su 272 membri del corpo docente a tempo indeterminato hanno firmato una dichiarazione pubblica in cui criticavano i metodi di gestione “unilaterali” di Vassy e una “escalation della repressione”. Un punto centrale di controversia è stata la decisione di Vassy, ad aprile, di chiamare la polizia per allontanare gli studenti che protestavano contro un disegno di legge sull’antisemitismo poi ritirato. Questa misura ha portato a multe sostanziali e condanne penali per gli studenti coinvolti.

I critici accusano Vassy di minare la libertà accademica e di ignorare i principi di collegialità. Sostengono che il suo processo decisionale centralizzato bypassa le tradizionali procedure accademiche e modifica la cultura istituzionale di Sciences Po.

Vassy, un ex diplomatico e laureato di Sciences Po, ha assunto il suo incarico nell’ottobre 2024. Da allora ha introdotto diverse riforme, tra cui l’istituzione di un corso obbligatorio di filosofia politica per i matricolari e la creazione di una scuola sul clima per studenti magistrali. Tuttavia, queste iniziative non sono state attuate senza controversie.

Un’altra critica riguarda la collaborazione di Vassy con l’industria della difesa. Alla fine del 2025 ha promosso la creazione di un think tank per gli studi di guerra, a cui partecipano rappresentanti delle principali aziende francesi della difesa. Queste partnership hanno suscitato preoccupazioni riguardo l’indipendenza della ricerca e la possibile politicizzazione di Sciences Po.

Nonostante le continue critiche e le tensioni interne, a Vassy è stato assegnato a marzo 2026 un bonus di rendimento di 40.000 euro. Questa decisione ha aumentato il malcontento all’interno del corpo docente e ha alimentato ulteriori discussioni sull’adeguatezza delle sue pratiche di leadership.

Di fronte alle persistenti tensioni e critiche alla sua guida, Vassy ha sottolineato il suo impegno a mantenere Sciences Po come luogo di libera espressione e scambio intellettuale. Ha evidenziato l’importanza di discussioni e dibattiti nell’istituzione e ha assicurato di essere aperto a critiche costruttive.

La situazione di Sciences Po rimane tesa e resta da vedere come si evolverà la dinamica tra la direzione e il corpo docente. I mesi a venire potrebbero essere decisivi per capire come l’istituzione gestirà le sfide attuali e quali misure adotterà per preservare la coesione interna e la libertà accademica.

Fonti

  • Le Monde
  • France Inter