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Nachrichten.fr · August 9, 2026

Scoperta una nave mercantile romana al largo della Sicilia

Marausa – 09.08.2026: Al largo della costa di Marausa, nella provincia di Trapani, è stata scoperta un’altra nave da carico romana. La Soprintendenza del Mare, l’autorità siciliana competente per l’archeologia subacquea, ha localizzato i resti a circa 60 metri dalla spiaggia. È visibile una parte dello scafo lunga circa dieci metri, adagiata nella sabbia e circondata da numerosi frammenti di anfore.

La segnalazione del relitto è stata fornita da Francesco Brascia, dipendente del Ministero della Difesa italiano presso la base dell’Aeronautica Militare di Trapani-Birgi. La successiva indagine è stata condotta dalla Soprintendenza insieme all’Autorità di Sistema Portuale di Trapani. Stefano Vinciguerra, responsabile del gruppo di sommozzatori, ha coordinato l’intervento. Osservazioni casuali come questa costituiscono spesso il punto di partenza per lunghe indagini archeologiche.

Inizialmente gli specialisti hanno recuperato tre reperti, che saranno ora esaminati più da vicino. Il bordo di un’anfora reca un’iscrizione; su un altro frammento compaiono, sotto il collo, le lettere A e F. Su un terzo pezzo è incisa una forma che ricorda una torre. Marcature di questo tipo possono fornire indizi sulle botteghe, sui commercianti, sui proprietari o sulla destinazione d’uso dei recipienti.

Secondo una prima valutazione dell’archeologa marina Valeria Li Vigni, i bordi delle anfore recuperati provengono dal Nord Africa e risalgono alla tarda età imperiale romana. Nell’antichità, le anfore erano utilizzate come resistenti contenitori per il trasporto. Viaggiavano attraverso il Mediterraneo con vino, olio, salse di pesce e altri generi alimentari. La nave faceva dunque parte di una vasta rete commerciale tra le regioni costiere dell’Impero romano.

Marausa riveste particolare importanza per l’archeologia subacquea. A soli 500 metri circa dal nuovo sito era già stata scoperta in passato una grande nave commerciale tardo-romana. Fu recuperata e restaurata; oggi è esposta al Museo Archeologico Regionale Lilibeo Baglio Anselmi di Marsala. Il nuovo relitto potrebbe fornire ulteriori informazioni sul ruolo economico della costa occidentale della Sicilia.

La posizione di entrambi i siti sostiene l’ipotesi che Marausa, in epoca romana, fungesse da scalo o centro di trasbordo. Gli archeologi definiscono un simile luogo commerciale un emporium: qui le merci venivano sbarcate, immagazzinate e ridistribuite. L’origine e le caratteristiche delle anfore possono indicare quali prodotti giungessero dal Nord Africa alla Sicilia occidentale e lungo quali rotte viaggiassero i commercianti.

Finora è stata documentata solo una parte del relitto. Ulteriori immersioni dovranno chiarirne l’estensione, il possibile carico e lo stato di conservazione della struttura navale. Al momento sono documentati con precisione numerosi frammenti e tre oggetti recuperati; non è disponibile un numero esatto delle anfore.

Fonti

  • Regione Siciliana – Soprintendenza del Mare
  • La Sicilia
  • Franceinfo

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