Parigi – 06.07.2026: La corte d’appello di Parigi annuncerà il 7 luglio 2026 la sua sentenza nel caso dell’impiego di assistenti parlamentari europei da parte del Rassemblement national (RN). Al centro c’è il futuro politico di Marine Le Pen. In primo grado, il 31.03.2025, è stata ritenuta colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici e condannata a una pena detentiva, a una multa e a cinque anni di ineleggibilità. Queste sanzioni, qualora la corte d’appello le confermasse e le dichiarasse immediatamente esecutive, escluderebbero praticamente la sua partecipazione alle elezioni presidenziali del 2027.
In concreto, l’accusa contesta a Le Pen e ad altri responsabili del RN di aver assegnato al personale degli europarlamentari compiti all’interno dell’apparato nazionale del partito, benché i loro stipendi provenissero da fondi del Parlamento europeo. La difesa, in appello, non ha negato ogni attività di carattere partitico, ma ha sostenuto che essa fosse compatibile con il mandato o che comunque non costituisse un comportamento doloso. La procura, invece, ha chiesto la conferma di pene severe e ha citato sovrapposizioni sistematiche tra lavoro di partito e attività parlamentare.
Politicamente, una conferma dell’ineleggibilità avrebbe conseguenze immediate. Il RN dovrebbe riorganizzare la sua leadership e la pianificazione della campagna, ad esempio con una direzione commissariale o con una selezione anticipata di possibili candidati presidenziali. Gli osservatori sottolineano che un successivo ricorso in Cassazione alla Cour de cassation è comunque possibile, ma non comporta una nuova istruttoria e potrebbe scontrarsi temporalmente con il calendario elettorale. Anche in caso di annullamento successivo, resterebbe la questione se nel frattempo siano rispettati i termini e i meccanismi di sostegno.
Il procedimento riguarda, oltre al caso singolo, il rapporto tra organizzazione di partito e esercizio del mandato a livello europeo. Il Parlamento europeo aveva già introdotto da anni meccanismi di controllo più severi, dopo che diversi gruppi avevano attirato l’attenzione per pratiche simili. In Francia, inoltre, la sentenza è vista come un caso di prova su come le decisioni giudiziarie influenzino le dinamiche politiche in corso – dall’offerta di candidati all’aritmetica delle coalizioni fino alla mobilitazione dei rispettivi schieramenti.
Per Le Pen, che da diversi cicli elettorali ottiene risultati a due cifre e ha reso il RN la forza più forte in numerose tornate, è in gioco più di una prospettiva personale. La sentenza potrebbe decidere se il RN proseguirà la sua linea con lei al vertice o dovrà imporre una riorganizzazione prima delle presidenziali del 2027. Partiti e cerchie di sostenitori stanno preparando dichiarazioni per il 7 luglio; a seconda del tenore del verdetto, la reazione del suo schieramento e dei suoi avversari politici potrebbe seguire lo stesso giorno.
Fonti
- Euronews
- Le Monde
- RTL
- Boursorama/Reuters
- LCP
- Le Parisien
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