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Nachrichten.fr · July 7, 2026

Sentenza d’appello nel procedimento sugli assistenti: la Cour d’appel precisa le sanzioni contro Marine Le Pen

Parigi – 07.07.2026: La Cour d’appel de Paris ha deciso martedì 7 luglio 2026 nel procedimento d’appello contro Marine Le Pen, il Rassemblement National (RN) e ex responsabili del Front national. L’oggetto è l’accusa di aver utilizzato indebitamente fondi UE per assistenti parlamentari. Nel nucleo della vicenda ci sono collaboratori pagati dai bilanci del Parlamento europeo che, secondo gli investigatori, avrebbero svolto prevalentemente compiti di partito.

Secondo fonti giudiziarie la sezione ha confermato in parte le condanne di primo grado e contemporaneamente adeguato il quadro sanzionatorio. Il tribunale ha ritenuto le prove sufficienti in diversi punti per accertare una responsabilità penale e ha stabilito conseguenze accessorie che possono andare oltre le sole multe. Tra queste figurano obblighi legati alla professione e al mandato che – a seconda della loro precisa formulazione – incidono direttamente sul margine d’azione politico.

Al centro dell’attenzione pubblica c’è la questione di una possibile Inéligibilité, ossia di una temporanea ineleggibilità. Determinanti sono la durata e le modalità di una tale misura. Una squalifica prolungata potrebbe di fatto impedire la partecipazione di Le Pen alle presidenziali del 2027 o consentirla solo con condizioni. La pubblica accusa aveva chiesto in precedenza sanzioni severe, mentre la difesa ha respinto motivazioni politiche e ha sottolineato le particolarità dei contratti di assistenza parlamentare.

Giuridicamente l’appello si è concentrato su tre ambiti: la distinzione tra attività di partito e lavoro d’ufficio, la legittimità di istruzioni interne al partito rivolte agli assistenti UE e la questione in quale misura le strutture organizzative di un partito possano fondare una responsabilità penale. I giudici hanno sottolineato nella motivazione, secondo osservatori processuali, che i fondi UE devono servire esclusivamente a sostenere il lavoro parlamentare e che gli scopi interni del partito devono esserne rigorosamente separati.

Politicamente la sentenza ha conseguenze immediate. Nel RN lo sguardo è sulla dirigenza attorno a Jordan Bardella, che nel caso di misure restrittive potrebbe assumere maggiore rilievo. Per l’organizzazione del partito si pone il compito di separare ancora più nettamente attività di campagna elettorale e lavoro parlamentare per minimizzare i rischi futuri. Contemporaneamente la decisione aumenta la pressione su altri attori affinché dimostrino strutture di compliance nell’utilizzo dei fondi UE.

Giuridicamente il caso non è necessariamente concluso con l’appello. Le parti possono ricorrere in cassazione davanti alla Cour de cassation, che però esamina solo questioni di diritto. Una tale mossa potrebbe allungare i termini e rinviare la definitiva efficacia delle sanzioni. Per gli elettori restano quindi per il momento due elementi determinanti: gli obblighi concretamente imposti – incluse eventuali misure di prova – e la questione su chi rappresenterà il RN al primo turno delle presidenziali nell’aprile 2027.

Fonti

  • Associated Press
  • Le Monde
  • Euronews
  • TF1 Info
  • Le Parisien