Parigi – 07.07.2026: La Cour d’appel de Paris ha martedì, nel procedimento d’appello sull’affare degli assistenti parlamentari dell’ex Front national (oggi Rassemblement national, RN), confermato la maggior parte delle condanne in primo grado e ridotto diverse pene. Nel merito il tribunale ha ritenuto che l’abuso di fondi UE fosse ancora provato: gli assistenti risultavano formalmente impiegati per eurodeputati, ma in realtà svolgevano per lo più attività di partito per il FN.
Il procedimento riguarda pagamenti effettuati dal bilancio del Parlamento europeo per importi considerevoli, che secondo la magistratura sono stati usati in modo improprio. In primo grado, nel marzo 2025, contro diversi esponenti di vertice erano state inflitte pene detentive e multe nonché sanzioni temporanee di ineleggibilità (inéligibilité). La sezione d’appello ha ora confermato le condanne nei confronti di undici imputati, tra cui figure di primo piano del RN. Marine Le Pen è stata anch’essa giudicata colpevole; la sua pena è risultata in parte più lieve rispetto al verdetto di primo grado. Anche per altri imputati come Bruno Gollnisch e Louis Aliot le pene detentive sono state in larga parte sospese con la condizionale e le multe sono state adeguate.
Politicamente rilevanti sono le sanzioni di ineleggibilità: esse possono stabilire se gli interessati potranno candidarsi a future votazioni o elezioni. Gli osservatori sottolineano che la durata precisa di queste sanzioni può essere determinante per la strategia del RN in vista delle presidenziali del 2027. Il tribunale in larga misura si è allineato sulla linea della pubblica accusa, che in appello aveva chiesto in parte pene minori rispetto al primo grado e in particolare ha modificato le modalità di esecuzione delle pene.
Dall’entourage dei condannati si è fatto sapere che verrà esaminata con attenzione la motivazione scritta della sentenza e che saranno valutati eventuali ulteriori rimedi legali. In Francia, dopo una sentenza d’appello è generalmente ancora possibile ricorrere alla Cour de cassation, che tuttavia esamina solo questioni di diritto. Per il RN la sentenza non segna ancora un punto finale giuridico, ma aumenta la pressione per dimostrare in modo chiaro i processi interni e la separazione tra attività di partito e funzioni parlamentari.
Il caso degli assistenti del FN impegna politica e magistratura da anni. Nel corso delle indagini sono stati analizzati documenti del Parlamento europeo e contratti di lavoro, e sono stati ascoltati ex collaboratori. Le condanne ora confermate sono interpretate dai giuristi come un segnale per un controllo più rigoroso sull’uso dei fondi pubblici nella vita politica. Al contempo viene evidenziato che le condanne individuali sono risultate differenziate e che la responsabilità personale degli imputati è stata valutata in modo diverso a seconda della funzione e del periodo in cui si è svolta l’attività contestata.
Fonti
- Franceinfo
- Le Monde
- Euronews
- TF1 Info
- Europe 1