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Nachrichten.fr · July 24, 2026

Sott’acqua, la ricerca di indizi ricomincia

Parigi – 24.07.2026: Una sagoma scura sull’immagine del sonar, quattro metri sotto la superficie dell’acqua. Per i sommozzatori della Gendarmerie francese non e’ inizialmente una prova, ma una domanda: laggiu’ c’e’ soltanto una vecchia carrozzeria, oppure un veicolo collegato a un caso irrisolto di persona scomparsa? Un recente servizio dell’emittente franceinfo richiama l’attenzione su questo lavoro investigativo silenzioso e di lunga durata.

L’acqua puo’ nascondere le tracce, ma non necessariamente cancellarle. I veicoli affondano in fiumi, canali, laghi o bacini portuali e vengono ricoperti da fango, vegetazione e sedimenti. Dall’alto spesso non resta nulla di visibile. Proprio nei casi risalenti a molto tempo fa, la ricerca puo’ quindi ripartire da uno specchio d’acqua quando emergono indizi su un percorso, un ultimo luogo in cui la persona e’ stata vista o un’auto scomparsa.

La Gendarmerie nationale sta ampliando il progetto LETHE. L’acronimo indica la localizzazione dei relitti, la valutazione idrografica e le indagini. L’obiettivo e’ censire sistematicamente i relitti di veicoli sommersi nei corsi d’acqua e nelle acque interne della Francia metropolitana. Il lavoro non deve far pensare che ogni relitto sia legato a un crimine. Molti veicoli potrebbero essere finiti sott’acqua a causa di incidenti, furti o smaltimenti illegali.

Tuttavia, ogni ritrovamento viene inizialmente trattato come una possibile pista investigativa. Le unita’ specializzate esaminano con il sonar vaste aree anche in condizioni di scarsa visibilita’. Un robot subacqueo collegato via cavo puo’ fornire immagini prima che i sommozzatori scendano. Sott’acqua documentano nel modo piu’ delicato possibile la posizione, lo stato e le eventuali tracce. Solo in seguito gli investigatori competenti decidono se un veicolo debba essere recuperato e sottoposto ad analisi forensi.

Le condizioni sono difficili: acqua fredda, corrente, scarsa visibilita’ e spessi strati di fango. Secondo la Gendarmerie, i veicoli possono essere cosi’ ricoperti dalla vegetazione o sprofondati da essere rimasti inosservati durante una ricerca precedente. Questo rende gli interventi particolarmente delicati per i familiari delle persone scomparse. Una nuova immersione significa speranza di chiarimento, ma non garantisce una risposta.

In un intervento descritto dalla Gendarmerie, in un’auto precedentemente individuata con il sonar nella Seille sono stati scoperti resti ossei. Le indagini sono ancora in corso. Le autorita’ sottolineano quindi la necessaria cautela: il ritrovamento di un veicolo o di resti umani non consente da solo di formulare conclusioni sull’identita’, sulle circostanze della morte o su un eventuale reato.

Il metodo unisce la tecnologia moderna al tradizionale lavoro di polizia. I dati dei veicoli, le vecchie denunce, le testimonianze e i fascicoli delle persone scomparse devono corrispondere ai ritrovamenti. Anche gruppi privati di subacquei negli Stati Uniti cercano schemi analoghi nelle acque. In Francia, tuttavia, la valutazione nell’ambito del procedimento penale spetta alla Gendarmerie, alla polizia e alla magistratura. Sotto la superficie raramente attende una soluzione rapida, ma talvolta una traccia mancata per anni.

Fonti

  • franceinfo
  • Gendarmerie nationale – Gendinfo
  • Le Parisien

(Dieser Text ist wesentlich KI-generiert.)