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Nachrichten.fr · August 4, 2026

Stretto di Hormuz: diplomazia sotto la pressione del commercio petrolifero

Il Cairo – 04.08.2026: Dopo mesi di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, nello Stretto di Hormuz si profila un limitato tentativo diplomatico. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato lunedi che Washington e Teheran stanno riprendendo i colloqui per contenere il conflitto e normalizzare la navigazione attraverso lo stretto. Il ministero degli Esteri iraniano ha contraddetto la descrizione di un negoziato diretto con gli Stati Uniti. Il portavoce Esmail Baghaei ha affermato che Teheran sta parlando con l’Oman di un corridoio temporaneo per una navigazione sicura.

La differenza e piu di una sfumatura diplomatica. Washington collega l’apertura dello stretto a richieste piu ampie sul programma nucleare iraniano e definisce i contatti come l’ultima occasione per un accordo. Teheran mantiene la questione su scala piu ridotta e regionale: l’Oman si trova di fronte alla costa iraniana e vanta una lunga esperienza come mediatore. Questa interpretazione consente alla leadership iraniana di negoziare sul passaggio senza dare internamente l’impressione di una concessione politica agli Stati Uniti.

L’importanza economica spiega la fretta. Prima dell’inizio della guerra, secondo l’agenzia di stampa AP, circa un quinto del petrolio e del gas naturale scambiati a livello mondiale transitava attraverso lo Stretto di Hormuz. Domenica, secondo i dati della societa di analisi Kpler, soltanto nove navi hanno attraversato lo stretto, per lo piu su una rotta controllata dall’Iran. Non si tratta di una solida ripresa del traffico normale, ma di un’indicazione di quanto questa arteria commerciale resti lontana dalla sua precedente funzione.

Trump ha dichiarato di aver rinunciato domenica a vasti nuovi attacchi contro l’Iran, dopo che Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avevano sollecitato questa scelta. I tre Stati del Golfo sostengono il rischio immediato di un’ulteriore escalation: i loro porti, impianti energetici e collegamenti aerei dipendono da un livello minimo di stabilita nel Golfo. Al tempo stesso, un transito permanentemente limitato graverebbe probabilmente su tariffe di trasporto, premi assicurativi e prezzi dell’energia ben oltre la regione.

Teheran accompagna i colloqui con una visibile attivita regionale. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si e recato lunedi a Najaf, in Iraq, mentre il ministro del Commercio Mohammad Atabak e andato in Pakistan, dove sono all’ordine del giorno le rotte di transito e la logistica portuale. Parallelamente, la magistratura iraniana ha annunciato l’esecuzione di due uomini accusati di spionaggio per Israele. La combinazione di una prudente apertura sul mare, logistica regionale e fermezza interna descrive la linea stretta lungo la quale negozia la leadership di Teheran.

Fonti

  • Associated Press

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