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Nachrichten.fr · June 10, 2026

Stupro di minorenni: “La giustizia ha dimenticato la mia denuncia”

Parigi – 10.06.2026: Léa ha oggi 17 anni, ma il suo passato traumatico l’accompagna ogni giorno. Già nel 2020, quando aveva solo 11 anni, ha presentato una denuncia per stupro. Sei anni dopo, il presunto colpevole non è ancora stato interrogato e vive a soli 300 metri da casa sua. “La giustizia ha dimenticato la mia denuncia”, dice Léa con voce tremante. Questa dichiarazione rappresenta molte vittime di violenza sessuale in Francia che aspettano giustizia.

Il caso di Léa purtroppo non è isolato. In Francia ogni anno vengono presentate migliaia di denunce per violenza sessuale su minorenni, ma i tempi delle procedure sono spesso molto lunghi e molte indagini si concludono senza accuse. Nel 2016, più di 33.000 persone sono state indagate per casi di stupro, molestie sessuali o violenza su minorenni, ma oltre il 70% di questi procedimenti è stato archiviato senza conseguenze giudiziarie.

Le cause dei ritardi sono molteplici: da un lato le autorità mancano di personale e risorse finanziarie sufficienti; dall’altro problemi strutturali nel sistema giudiziario ostacolano una gestione rapida dei casi. Queste lacune sono emerse di recente nel caso della undicenne Lyhanna assassinata. Il corpo della bambina è stato trovato nel giugno 2026, e il presunto colpevole era stato segnalato più volte per abusi sessuali su minorenni, senza che le indagini avanzassero.

Per Léa la paralisi della giustizia rappresenta un grande peso. “Non riesco più a dormire tranquilla sapendo che lui vive a pochi metri e non s쳭e nulla”, racconta. Più volte la sua famiglia ha chiesto alla polizia aggiornamenti sulle indagini, ma le risposte sono state evasive. Questa incertezza pesa molto su Léa dal punto di vista psicologico e rende difficile la sua vita quotidiana.

Un altro aspetto riguarda la prescrizione: in Francia i termini per perseguire reati contro minorenni iniziano solo al raggiungimento della maggiore età. Ciò significa che in un caso come quello di Léa il termine di prescrizione decorre dal suo 18° compleanno. Per lo stupro il termine è di 30 anni, il che significa che teoricamente può avviare azioni legali fino ai 48 anni.

Tuttavia, nonostante i lunghi termini, resta il dubbio che il sistema giudiziario sia in grado di trattare questi casi in tempi ragionevoli. Le esperienze di Léa e di altre vittime mettono in discussione la fiducia nella giustizia francese. Sarebbero necessarie riforme e un migliore equipaggiamento degli enti competenti per rendere questi processi più efficienti.

Fino ad allora a Léa non resta che sperare nella giustizia e che la sua denuncia non venga definitivamente dimenticata. La sua storia mostra quanto sia urgente intervenire per rafforzare i diritti e la tutela delle vittime di violenza sessuale in Francia.

Fonti

  • Service Public
  • Ministero della Giustizia Francia
  • AFP